Pompei, la Supplica alla Madonna: Rudelli richiama alla pace e all’azione

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Monsignor Paolo Rudelli ha richiamato alla pace e alla responsabilità dell’uomo durante la celebrazione della Supplica alla Beata Vergine del Rosario di Pompei, invitando i fedeli a non separare la preghiera dall’impegno concreto nella vita quotidiana. Il sostituto per gli Affari Generali della Segreteria di Stato Vaticano ha pronunciato l’omelia davanti ai partecipanti riuniti nella città mariana nella prima domenica di ottobre.

Il messaggio sulla pace e sulle ferite del tempo presente

Nell’omelia, Rudelli ha posto al centro il rapporto tra la fede e la capacità dell’uomo di reagire alle difficoltà del presente. Il presule ha parlato di una realtà segnata da sofferenze profonde, dalla presenza di chi sceglie la strada della violenza e della prevaricazione e dal rischio che l’indifferenza porti alla rassegnazione. Il riferimento è stato anche alle famiglie che affrontano momenti difficili, ai genitori che vivono lo smarrimento davanti alle violenze dei figli e alle fragilità che attraversano i rapporti personali.

Durante la celebrazione dedicata alla Beata Vergine del Rosario, il rappresentante della Santa Sede ha ricordato che Dio non abbandona l’uomo nelle sue crisi e continua a cercare la salvezza attraverso il perdono. Il richiamo alla pace si è collegato agli insegnamenti di Papa Leone XIV contenuti nell’enciclica “Magnifica humanitas”, indicata da Rudelli come riferimento per affrontare le sfide dell’epoca contemporanea. ([it.wikipedia.org](https://it.wikipedia.org/wiki/Segreteria_di_Stato_della_Santa_Sede?utm_source=chatgpt.com))

La preghiera come responsabilità personale e collettiva

Il tema centrale dell’intervento è stato il legame tra invocazione religiosa e trasformazione concreta della società. La Supplica di Pompei è stata presentata come un momento in cui la preghiera diventa anche richiesta di cambiamento interiore, con attenzione ai conflitti, alle divisioni e alle difficoltà che colpiscono la vita delle persone. Rudelli ha sottolineato che la fede non può essere separata dalle scelte quotidiane e dal comportamento verso gli altri.

Nel suo intervento il sostituto per gli Affari Generali ha richiamato anche il valore della speranza davanti alle situazioni più complesse. Le parole pronunciate a Pompei hanno riguardato le famiglie segnate da separazioni, i matrimoni in crisi e le tensioni che coinvolgono il mondo contemporaneo, con un invito a costruire rapporti fondati sul perdono e sulla responsabilità.

La celebrazione nella città mariana e il ruolo di Rudelli

La Supplica alla Beata Vergine del Rosario di Pompei si è svolta nella prima domenica di ottobre, una delle due occasioni annuali in cui il rito viene tradizionalmente recitato nella città campana. La celebrazione ha coinciso con la Festa di San Francesco d’Assisi, Patrono d’Italia, ricorrenza che nel 2026 ha assunto un particolare significato per l’VIII Centenario del Transito del santo.

Paolo Rudelli ricopre l’incarico di sostituto per gli Affari Generali della Segreteria di Stato della Santa Sede dal 2026. Nato a Gazzaniga, in provincia di Bergamo, è entrato nel servizio diplomatico della Santa Sede dopo gli studi in teologia morale e diritto canonico alla Pontificia Università Gregoriana. Nel corso del suo percorso ecclesiale ha svolto incarichi diplomatici in diverse rappresentanze pontificie prima della nomina al ruolo attuale. ([it.wikipedia.org](https://it.wikipedia.org/wiki/Paolo_Rudelli?utm_source=chatgpt.com))

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