Auto aziendali, tasse più alte del 50% per diesel e benzina oltre 5 anni
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Redazione Economia
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Le auto aziendali alimentate a benzina e diesel presenti nelle flotte da oltre cinque anni saranno interessate da un aumento del 50% della tassazione previsto dal decreto correttivo della delega fiscale, atteso in Consiglio dei ministri il 4 giugno. La misura rappresenta una delle novità più rilevanti contenute nel provvedimento e punta a modificare il trattamento fiscale applicato ai veicoli aziendali più datati. Secondo le anticipazioni riportate, l’intervento riguarda in modo specifico i modelli con alimentazione tradizionale che restano nei parchi auto aziendali per un periodo superiore ai cinque anni, introducendo un aggravio fiscale destinato a incidere sulle scelte di rinnovo delle flotte.
Come cambia la tassazione delle auto aziendali
Il nuovo intervento fiscale prevede che il prelievo sulle auto aziendali diesel e benzina detenute dalle imprese da oltre cinque anni aumenti del 50%. La modifica rientra nel decreto correttivo della delega fiscale e viene indicata come uno degli interventi di maggiore impatto tra quelli contenuti nel testo. L’obiettivo dichiarato è incentivare una sostituzione più frequente dei veicoli utilizzati dalle aziende, riducendo la permanenza in flotta dei modelli più vecchi. In questo quadro, il limite dei cinque anni diventa un elemento centrale per determinare il nuovo trattamento fiscale applicato ai mezzi interessati dalla misura.
La novità si inserisce in una strategia che punta a favorire il ricambio dei veicoli aziendali attraverso un meccanismo fiscale più oneroso per chi mantiene in uso auto considerate ormai datate. L’indicazione che emerge dalle anticipazioni è quella di spingere le imprese verso un ciclo di rinnovo più rapido, con una sostituzione ideale ogni quattro anni. In questo modo verrebbero progressivamente dismessi i modelli più anziani presenti nei parchi auto, in particolare quelli alimentati a benzina e diesel che superano la soglia temporale individuata dal provvedimento.
Il decreto correttivo e le altre modifiche previste
L’aumento della tassazione sulle auto aziendali non è l’unica misura contenuta nel decreto correttivo della delega fiscale. Il testo viene descritto come un vero e proprio provvedimento omnibus, caratterizzato dalla presenza di interventi che riguardano ambiti differenti. Oltre alle modifiche relative ai veicoli aziendali, sono previste novità che toccano fringe benefit, trust, crediti d’imposta, Iva e fondi pensione. La pluralità delle materie affrontate contribuisce a definire un quadro normativo ampio, nel quale la revisione del trattamento fiscale delle flotte aziendali rappresenta soltanto uno dei capitoli più rilevanti.
Tra gli aspetti richiamati dalle anticipazioni compare anche il tema dei fringe benefit collegati alle auto aziendali. Il decreto interviene infatti sul calcolo relativo agli optional, inserendo ulteriori modifiche all’interno di un settore già interessato da diversi cambiamenti. In parallelo, la stretta fiscale sui veicoli più vecchi viene presentata come uno strumento destinato ad accelerare il rinnovamento dei parchi auto. L’effetto ricercato è quello di rendere meno conveniente il mantenimento in flotta di modelli datati, favorendo invece la sostituzione con veicoli più recenti.
Il provvedimento arriva in un contesto nel quale il rinnovo delle flotte aziendali assume un ruolo sempre più importante nelle scelte delle imprese. L’aumento del 50% della tassazione sui veicoli diesel e benzina oltre i cinque anni rappresenta il punto più evidente di questa impostazione e viene indicato come una leva per orientare il mercato verso modelli più moderni. Le anticipazioni sottolineano inoltre come la misura sia collegata alla volontà di favorire l’uscita dai parchi auto aziendali dei mezzi considerati più inquinanti, attraverso un meccanismo fiscale che rende più costosa la loro permanenza nel tempo.




