Delfin, l’accordo tra i fratelli Del Vecchio apre la strada al riassetto delle quote

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Redazione Economia Redazione Economia   -   A quattro anni dalla scomparsa del fondatore, la lunga attesa per la definizione dell’assetto proprietario di Delfin – la holding che raccoglie gli interessi della famiglia nell’impero di Luxottica ed EssilorLuxottica – sembra volgere al termine. È stato siglato nella serata di ieri, infatti, l’accordo definitivo tra Leonardo Maria Del Vecchio, quartogenito del compianto imprenditore, e i fratelli Luca e Paola. Un’intesa che, stando a quanto anticipato dal “Sole24Ore” e successivamente confermato all’Ansa, prevede la cessione da parte di questi ultimi delle rispettive quote del 12,5% ciascuno, per un totale quindi del 25% del capitale della holding. Un’operazione dal valore imponente, stimato intorno ai dieci miliardi di euro, che consentirà a Leonardo Maria di salire al 37,5% del controllo di Delfin.

Un passaggio di consegne da dieci miliardi

L’operazione, che ora attende solo gli adempimenti formali per essere perfezionata, rappresenta una svolta concreta nella governance familiare. Leonardo Maria, che già deteneva una propria fetta del capitale, potrà così procedere con un riassetto che lo vede uscire dall’impasse durato quasi un quadriennio. I fratelli Luca e Paola, dal canto loro, hanno accettato di cedere il peso delle loro partecipazioni, liberando risorse e – implicitamente – definendo un nuovo equilibrio interno. Non si tratta soltanto di una transazione finanziaria, per quanto mastodontica: l’intesa include anche un secondo impegno, altrettanto rilevante, che lega tutti gli eredi alla volontà del padre. Luca e Paola, come già fatto da altri componenti della famiglia, si sono impegnati a dare piena esecuzione alle disposizioni testamentarie del fondatore, sbloccando così una situazione rimasta in stallo per troppi mesi.

La chiusura della successione dopo quattro anni

La firma di ieri sera, dunque, non riguarda solo il trasferimento delle quote di Delfin. Essa getta le basi per la definizione complessiva della materia successoria, un capitolo delicato che ha tenuto banco negli uffici dei legali e nelle riunioni private degli eredi sin dalla scomparsa di Leonardo Del Vecchio. L’accordo tra i tre fratelli – vale a dire Leonardo Maria da un lato, Luca e Paola dall’altro – elimina uno dei principali nodi che avevano finora impedito l’attuazione piena del testamento. Con questo passo, la holding familiare potrà guardare a una gestione più snella, libera dalle incertezze legate alla frammentazione delle quote. E Leonardo Maria, forte della nuova percentuale del 37,5%, si candida a rivestire un ruolo centrale nelle decisioni strategiche del gruppo, senza per questo escludere il peso specifico che altri membri della famiglia conservano.

Un’intesa che ridisegna gli equilibri di Delfin

Non è stato un percorso semplice, quello che ha condotto a questa serata decisiva. Le trattative, condotte con la mediazione di studi legali e consulenti finanziari, hanno richiesto mesi per trovare una quadra tra le diverse visioni e gli interessi in gioco. Alla fine, prevale la soluzione che vede Leonardo Maria acquisire una posizione di assoluto rilievo, senza però cancellare la presenza degli altri rami dell’albero genealogico. I dieci miliardi che passeranno di mano rappresentano non solo un valore economico, ma anche un simbolo: la volontà di chiudere il capitolo della successione per voltare pagina. L’accordo, ora, dovrà essere sottoposto agli ultimi passaggi burocratici e fiscali, ma la sostanza è già tracciata. Delfin cambia pelle, e con essa l’eredità di uno dei più grandi imprenditori italiani del dopoguerra trova finalmente un ordine, se non definitivo, quantomeno operativo.

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