Una piazza per l’Europa, tra passato e futuro
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Redazione Interno
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A Piazza del Popolo, a Roma, si è radunata una folla eterogenea ma unita da un obiettivo comune: ridare voce a un’Europa che, nata dalle macerie della Seconda Guerra Mondiale, oggi sembra smarrire la sua identità. La manifestazione “Una piazza per l’Europa”, svoltasi il 16 marzo 2025, ha visto la partecipazione di decine di migliaia di persone, tra cui politici, attivisti, studenti e cittadini comuni, tutti accomunati dalla volontà di difendere un’idea di Unione Europea che sia sinonimo di pace, democrazia e solidarietà.
Non è stata una semplice protesta, ma un momento di riflessione collettiva su ciò che l’Europa rappresenta e potrebbe rappresentare. Tra i manifestanti, molti hanno ricordato le radici storiche del progetto europeo, citando figure come Alcide De Gasperi, Jean Monnet e Konrad Adenauer, che immaginarono un continente federale, capace di superare i nazionalismi e di garantire un futuro di cooperazione. Altri, invece, hanno guardato al presente, sottolineando l’importanza di un’Europa che sappia opporsi alle derive autoritarie e ai conflitti che minacciano la stabilità globale.
Tra le voci più significative, quella di una donna ucraina, che ha ribadito con forza: “Noi ucraini siamo europei”. Una dichiarazione che, in un momento storico segnato dalla guerra, assume un significato profondo, richiamando l’attenzione su un’Europa che non può permettersi di rimanere in silenzio di fronte alle violazioni dei diritti umani.
Gli studenti, presenti in gran numero, hanno portato in piazza un maxi striscione con la scritta: “Non è una protesta, ma siamo per un’altra Ue senza armi”. Un messaggio chiaro, che invita a ripensare il ruolo dell’Unione in termini di difesa e sicurezza, privilegiando la diplomazia e il dialogo rispetto alla militarizzazione. Non sono mancati, tuttavia, momenti di tensione, come quando è apparso uno striscione con la bandiera della Palestina, suscitando dubbi su possibili contestazioni. Tuttavia, l’evento è proseguito senza intoppi, confermando il carattere inclusivo e pacifico della manifestazione.
Sul palco, dopo tre ore di interventi, Michele Serra ha annunciato con soddisfazione la presenza di circa 50mila persone. Tra gli ospiti, politici come Maria Elena Boschi e personaggi del mondo dello spettacolo come Jo Squillo, che hanno contribuito a dare voce a un’Europa che vuole guardare al futuro senza dimenticare le sue radici. La chiusura è stata affidata a Roberto Vecchioni, che ha cantato “Cappuccio Rosso”, un inno alla speranza e alla rinascita.




