Una notte azzurra contro il caldo rovente di Melbourne

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Le previsioni meteorologiche che annunciano temperature ben al di sopra dei quaranta gradi hanno spinto l’organizzazione degli Australian Open a modificare, ancora una volta, il programma delle partite innescando il protocollo per il caldo estremo. Per questo, la sessione diurna di sabato a Melbourne, che vedrà scendere in campo tutti i tennisti italiani ancora in gara, inizierà con un’ora di anticipo: i primi match sul cemento saranno disputati alle dieci e trenta del mattino ora locale, corrispondenti alle zero e trenta in Italia, in una mossa che sposta l’intero focus agonistico nella notte italiana. Una decisione, questa, che si basa su un algoritmo sofisticato il quale, tenendo conto non solo della temperatura dell’aria ma anche del calore irradiato, dell’umidità e della velocità del vento, stima la reazione fisiologica degli atleti e mira a garantire condizioni di gioco quanto più sicure ed eque, minimizzando i rischi per la salute.

Il via con Musetti e Darderi

Ad aprire la maratona tennistica saranno due dei nostri connazionali, chiamati a superare il terzo turno in orari che per i tifosi a casa significheranno veglia forzata. Sulla John Cain Arena, infatti, sarà di scena Lorenzo Musetti, il quale affronterà il ceco Tomas Machac in un match che potrebbe riservare sorprese, mentre contemporaneamente, sulla Kia Arena, Luciano Darderi misurerà le sue forze contro il potente russo Karen Khachanov in un incontro dall’esito tutto da scrivere. L’anticipo, se da un lato regala al pubblico italiano un’intera nottata di sport, dall’altro costringe i giocatori a una preparazione atletica e mentale del tutto peculiare, dovendo essi performare nelle ore più fresche della giornata australiana ma in un orario che stravolge i normali ritmi circadiani.

Spizzirri e l'attesa per Sinner

L’attenzione, però, è catalizzata soprattutto sul match che vedrà opposto il numero uno del nostro tennis, Jannik Sinner, al giovane statunitense Eliot Spizzirri, incontro in programma sulla Rod Laver Arena non prima delle due del mattino ora italiana. Il rivale di Sinner ha attirato i riflettori nei momenti che precedono la sfida per un metodo di preparazione piuttosto insolito: Spizzirri, infatti, è stato visto intrattenersi a Garden Square con alcuni raccattapalle, sfidandoli a colpi di ping pong su un tavolo comune. “È una gioia assoluta”, ha dichiarato in seguito lo statunitense, sottolineando come quella del tennis da tavolo sia una delle sue attività preferite, in una scena che ha alleggerito la tensione pre-gara ma che non deve trarre in inganno sulla determinazione dell’avversario che Sinner si troverà di fronte.

Il protocollo contro il calore

L’Extreme Heat Protocol (AO-EHP) degli Australian Open non è una semplice misura precauzionale, bensì un sistema strutturato e continuamente monitorato che interviene quando una combinazione di fattori ambientali supera una certa soglia di pericolo. Il calore, in Australia, rappresenta una variabile così impattante da aver reso necessaria l’implementazione di un piano scientifico, il quale va ben oltre la semplice osservazione del termometro e valuta l’effetto complessivo sull’organismo umano. Decisioni come quella di oggi, che alterano l’intera scaletta di gioco, sono il risultato diretto di queste valutazioni e dimostrano come la salvaguardia degli atleti sia prioritaria, anche a scapito della programmazione televisiva o delle abitudini del pubblico, in un torneo che non di rado ha fatto cronaca per le insolite vicende legate al clima.

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