Putin appoggia Trump sul nucleare iraniano: la Russia frena Teheran

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Mentre i riflettori restano accesi sulla tensione mediorientale, il Cremlino ha compiuto una mossa che ridisegna gli equilibri. Vladimir Putin, dopo aver valutato i rischi di un ulteriore sostegno incondizionato all’Iran, ha deciso di sposare la linea di Donald Trump sull’arricchimento zero dell’uranio. Una svolta che, sebbene non dichiarata pubblicamente, emerge dai retroscena di una riunione d’emergenza convocata a Mosca nella notte del 13 giugno, subito dopo il primo attacco israeliano.

All’incontro, oltre ai vertici militari e del Consiglio di sicurezza, partecipò lo stesso Putin, il quale – secondo fonti vicine al governo russo – avrebbe espresso preoccupazione per le conseguenze di un Iran nucleare. “Non moriremo per Teheran”, sembra abbia detto, lasciando intendere che la partnership strategica tra i due paesi ha dei limiti ben precisi. Se da un lato Mosca continua a difendere formalmente il diritto iraniano al nucleare civile, dall’altro spinge perché venga siglato un accordo che blocchi ogni ambizione militare.

La guerra lampo di dodici giorni tra Israele e Iran, con i raid americani che hanno danneggiato gli impianti nucleari senza però distruggere completamente le scorte di uranio, ha accelerato questa presa di posizione. Putin, consapevole che un’escalation avrebbe ripercussioni globali, ha preferito smarcarsi, comunicando direttamente a Trump la disponibilità a sostenere un’intesa sull’arricchimento zero. Una mossa calcolata, che mira a preservare gli interessi russi senza alienarsi del tutto Teheran, dove il ministro degli Esteri Abbas Araghchi insiste sulla volontà di trovare una soluzione diplomatica.

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