Trump non teme l’escalation in Medio Oriente dopo i raid israeliani in Iran
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Redazione Esteri
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Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha respinto ogni allarme sull’ipotesi di una guerra regionale in Medio Oriente, nonostante le tensioni esplose dopo gli attacchi di Israele contro l’Iran. Le sue dichiarazioni, riportate venerdì 13 giugno dall’agenzia russa TASS e riprese dalla Reuters, arrivano in un momento in cui la crisi nucleare iraniana – mai realmente risolta – torna a dominare la scena internazionale.
Il programma atomico di Teheran, avviato negli anni Ottanta tra accuse di militarizzazione e sanzioni occidentali, aveva conosciuto una tregua nel 2015 con l’accordo siglato dall’allora amministrazione Obama. Una svolta cancellata tre anni dopo proprio da Trump, che ritirò gli Stati Uniti dal patto, spingendo l’Iran a riprendere l’arricchimento dell’uranio oltre i limiti concordati. Ora, con i raid israeliani, quel fragile equilibrio sembra definitivamente compromesso.
Interrogato sulle possibili ripercussioni finanziarie dell’attacco, Trump ha affermato al Wall Street Journal che l’esito sarà «positivo per i mercati», perché «l’Iran non avrà un’arma nucleare». Una minaccia che, a suo dire, rappresenterebbe un pericolo «per l’umanità». Le parole del presidente americano suonano però come un’ammissione di fallimento: il suo tentativo di negoziare un nuovo accordo con Teheran, evitando l’escalation, si è infranto contro la realtà degli ultimi eventi.




