Mondiali, la Spagna da record vola in finale: imbattuta da 37 partite, eguagliato il primato dell'Italia
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Redazione Sport
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La Nazionale spagnola ha raggiunto l'ultimo atto del Mondiale nordamericano con un percorso netto e una statistica che vale un posto nella storia del calcio mondiale. I numeri parlano chiaro: la selezione di Luis De La Fuente ha eguagliato il record di imbattibilità dell'Italia di Roberto Mancini, fermo a 37 partite consecutive senza sconfitte tra il 2018 e il 2021, e ora sogna di superarlo nell'atto conclusivo della Coppa del Mondo.
Dopo aver battuto la Francia con un secco 2-0 nella semifinale giocata a Dallas, le Furie Rosse hanno allungato la loro striscia positiva a 37 risultati utili, un traguardo che proietta la Roja nell'olimpo delle grandi Nazionali. L'ultima battuta d'arresto in tempi regolamentari o supplementari risale al lontano 22 marzo 2024, quando in un'amichevole contro la Colombia giocata a Londra arrivò l'unico ko che ha preceduto questo straordinario ciclo.
L'assedio al record azzurro e il cammino mondiale
La striscia vincente della Spagna, iniziata dopo quel ko in Scozia per le qualificazioni all'Europeo del 2024, ha assunto contorni sempre più imponenti man mano che il torneo iridato procedeva. In questa Coppa del Mondo, il cammino è stato fin qui ineccepibile: cinque partite disputate, cinque vittorie e nessun gol subito, un dato che testimonia la solidità difensiva di una squadra che ha fatto della compattezza il suo punto di forza.
Il record di imbattibilità dell'Italia rappresentava un muro apparentemente invalicabile per molte Nazionali, ma la Spagna di De La Fuente ha saputo scalzarlo con una determinazione che trova radici in un progetto iniziato quasi quattro anni fa. Unai Simon, con la sua imbattibilità, e l'intero reparto arretrato hanno creato una diga che finora nessun avversario è riuscito a violare, confermando la tendenza già mostrata nelle competizioni precedenti.
Il valore collettivo oltre i singoli talenti
Il percorso della squadra iberica assume un significato ancora più rilevante se si considera il momento di forma, non eccelso, dei suoi due gioielli offensivi. Lamine Yamal e Nico Williams, protagonisti indiscussi del trionfo continentale di due anni fa, non hanno finora ripetuto quelle performance brillanti a questi Mondiali; il secondo, anzi, è stato quasi assente dalla scena offensiva.
Eppure, la Spagna ha saputo sopperire a queste assenze con un gioco corale e una disciplina tattica che ha esaltato le doti di altri interpreti, come dimostra il gol di Mikel Merino che ha deciso gli ottavi di finale contro il Portogallo, replicando l'exploit già messo a segno contro la Germania nell'ultimo Europeo. Il ct De La Fuente, come ha sottolineato a più riprese, ha costruito un gruppo in cui il talento individuale è messo al servizio del collettivo, scegliendo saggiamente i compagni di viaggio per questo lungo cammino che ora si avvicina al traguardo più ambito.
La finale per la storia: il record e il titolo mondiale
Ora la Spagna si trova a un passo dal completare l'opera e dalla doppia possibilità di entrare definitivamente nella leggenda. La finale in programma rappresenta l'occasione per conquistare il secondo titolo mondiale della sua storia, dopo quello del 2010, e per stabilire il nuovo record assoluto di imbattibilità per una Nazionale, superando il primato che condivide attualmente con l'Italia.
L'impresa di eguagliare quel record era già nell'aria da diverse partite, ma il traguardo raggiunto contro i francesi dà una carica emotiva enorme a un gruppo che ha dimostrato una solidità mentale fuori dal comune. Come ha dichiarato lo stesso De La Fuente dopo il successo in semifinale, la tensione accumulata è grande ma la responsabilità di giocarsi il titolo mondiale è un lusso che solo gli eletti possono permettersi.
La finale sarà quindi un crocevia storico per il calcio spagnolo, chiamato a trasformare l'imbattibilità in un nuovo, indelebile sigillo sul palcoscenico più importante del mondo.




