Sternenko e l'effetto domino del licenziamento Fedorov: "Ora Kiev rischia la crisi politica"
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Redazione Esteri
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La decisione di Volodymyr Zelensky di rimuovere Mykhailo Fedorov dalla carica di ministro della Difesa continua a far tremare gli equilibri politici ucraini, con ripercussioni che potrebbero estendersi ben oltre i confini del palazzo del potere. A lanciare l'allarme è Serhii Sternenko, attivista noto per il suo ruolo di consigliere proprio di Fedorov presso il dicastero, il quale non usa giri di parole nel definire il licenziamento come un atto che rischia di compromettere gravemente il fronte interno.
Secondo Sternenko, la rimozione dell'ex ministro non sarebbe affatto una semplice riorganizzazione di governo, bensì il risultato di una lunga tensione accumulata con la Bankova, la via che ospita l'amministrazione presidenziale, perché Fedorov avrebbe finito per "colpire certi interessi" consolidati, ostacolando logiche di potere che il presidente non era disposto a tollerare.
Il "vaso di Pandora" e i rischi di una rivolta popolare
Il politologo Volodymyr Fesenko, direttore del centro studi Penta e voce autorevole nel panorama dei commentatori ucraini, ha paragonato l'accaduto all'apertura di un vero e proprio "vaso di Pandora", capace di innescare una reazione a catena di problematiche politiche potenzialmente esplosive. L'analisi di Fesenko, che segue con attenzione l'evolversi degli eventi, si concentra sul crescente malcontento popolare; un sentimento che, come sottolinea Sternenko, non può essere ignorato a lungo.
L'attivista, infatti, mette in guardia le istituzioni: se Zelensky dovesse persistere nell'ignorare le istanze provenienti dalla società civile, gli ucraini potrebbero ritornare a manifestare in piazza. Una prospettiva, questa, che Sternenko giudica estremamente pericolosa, soprattutto in un contesto segnato dalla legge marziale e dalle esigenze di unità nazionale imposte dal conflitto con Mosca.
Il volto dell'innovazione bellica che ha diviso l'opinione pubblica
Figura complessa e popolare al contempo, Sternenko è da molti considerato un simbolo di quel fronte dell'innovazione tecnologica applicata alla difesa che ha caratterizzato la resistenza ucraina, incarnando l'immagine di un Paese capace di modernizzarsi nonostante le bombe. Con alle spalle un passato legato a movimenti della destra ultrarradicale, la sua figura rimane profondamente divisiva per l'opinione pubblica, eppure la sua vicinanza a Fedorov lo rende un testimone privilegiato delle dinamiche interne al ministero.
Fedorov, ex ministro della Trasformazione digitale, era diventato il volto più noto di Diia, la super app che digitalizza i servizi pubblici consentendo perfino le nozze online o il rinvio della leva, per poi transitare alla Difesa, dove ha sostituito il look formale con felpe e ping pong, cercando di introdurre logiche da start-up in un ambiente ancora legato agli arredi dell'epoca sovietica.
Epurazioni ai vertici e silenzio europeo
La rimozione di Fedorov, unita al recente siluramento del capo delle forze armate ucraine, il generale Oleksandr Syrsky, disegna il quadro di una presidenza che procede a una decisa epurazione dei vertici istituzionali, suscitando perplessità tra gli osservatori. La comunità europea, in particolare, sembra osservare con silenzio questi movimenti, mentre l'attenzione resta focalizzata sulla prosecuzione del conflitto che sta mettendo a dura prova le risorse del Paese.
Secondo Sternenko, la guerra degli appalti e le rivalità interne al ministero, culminate con l'allontanamento di Fedorov, non sono che la punta di un iceberg che rischia di far emergere tensioni ben più profonde. L'eventuale crisi politica paventata dall'attivista rappresenta uno scenario che potrebbe minare la stabilità del governo proprio nel momento in cui l'Ucraina necessita di maggiore coesione, mentre i sondaggi mostrano come l'ex ministro, uscito di scena, stia paradossalmente guadagnando consensi popolari.
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