Ucraina e Russia scambiano 1200 prigionieri, mentre continuano i raid aerei
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Esteri
-
Mentre il conflitto entra nel suo millletrecentosessantaduesimo giorno, un segnale di dialogo, seppur fragile, giunge dalla trattativa per i prigionieri di guerra. Kiev e Mosca, come reso noto dal segretario del Consiglio Nazionale delle Ricerche Rustem Umerov attraverso i canali Telegram, hanno infatti concordato un nuovo scambio di prigionieri, che coinvolgerà milleduecento persone per ciascuna delle due parti in lotta. L’accordo, che si inserisce nel solco degli accordi di Istanbul, è stato raggiunto dopo contatti, ordinati dal presidente ucraino, con la mediazione di Turchia e degli Emirati Arabi Uniti, dimostrando come alcuni canali diplomatici restino aperti nonostante l’inasprirsi delle operazioni militari.
L’offensiva sui cieli e le infrastrutture energetiche
Parallelamente a questa iniziativa umanitaria, le ostilità non accennano a placarsi, con azioni belliche che si intensificano reciprocamente. L’esercito ucraino ha dichiarato di aver colpito, nell’ambito di una strategia mirata a ridurre la capacità offensiva avversaria, una raffineria situata nell’oblast di Riazan, non lontano da Mosca. Le autorità locali russe, da parte loro, hanno riferito che la difesa aerea è intervenuta abbattendo venticinque droni, i cui detriti, cadendo su un’impresa, avrebbero provocato un incendio senza tuttavia causare vittime. D’altro canto, la Russia ha scatenato un massiccio attacco notturno su Kiev, definito da Mosca come una “risposta” ai raid subiti, durante il quale sono stati impiegati quattrocentotrenta droni e diciotto missili.
Le divisioni politiche in Italia e il supporto militare
La guerra, intanto, continua a ripercuotersi sul dibattito politico interno in Italia, creando frizioni nel governo di centrodestra. La Lega, infatti, sembra prendere le distanze, almeno a livello di dichiarazioni pubbliche, dagli aiuti militari destinati a Kiev, in un contesto già reso instabile dalle dimissioni di due ministri ucraini per accuse di corruzione. Una posizione che non è condivisa da Forza Italia, il cui leader Antonio Tajani ha ribadito il proprio via libera al dodicesimo pacchetto di armamenti, suscitando la pronta replica del ministro della Difesa Guido Crosetto alle parole del capo del Carroccio.
La prospettiva di nuovi aiuti per la difesa aerea
In questo scenario di attacchi aerei su vasta scala, assumono particolare rilevanza le dichiarazioni sulle forniture militari alleate. L’Ucraina, secondo quanto affermato dalle sue autorità, si appresta a ricevere dai partner internazionali, con un riferimento specifico alla Francia, nuovi sistemi di difesa aerea e aerei da combattimento, risorse considerate vitali per contrastare la potenza di fuoco nemica e proteggere i centri abitati. Questi mezzi, se e quando diverranno operativi, potrebbero alterare gli equilibri del conflitto, offrendo a Kiev una protezione più solida contro le incursioni che provengono dal cielo.




