Oscar 2026, niente red carpet? Il dilemma dell’Academy tra guerra e celebrazione
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Redazione Cultura e Spettacolo
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Mancano ormai pochi giorni alla 98esima edizione degli Academy Awards, in programma nella notte tra il 15 e il 16 marzo al Dolby Theatre di Los Angeles, eppure negli uffici dell’Academy regna un’insolita agitazione. La macchina organizzativa, guidata dai produttori Raj Kapoor e Katy Mullan, sta infatti valutando una possibilità che fino a pochi mesi fa sarebbe apparsa inimmaginabile: l’eliminazione o quantomeno la riduzione drastica del red carpet, la passerella più famosa e fotografata del pianeta, quella su cui sfilano da novantotto anni i divi di Hollywood davanti a centinaia di flash e telecamere di tutto il mondo.
Il fantasma della guerra condiziona la notte delle stelle
Il motivo di questa riflessione, destinata a far discutere gli appassionati di cinema e gli addetti ai lavori, affonda le radici nelle tensioni geopolitiche in Medio Oriente. Secondo quanto riportato da PageSix e ripreso da diverse testate internazionali, i vertici dell’Academy starebbero studiando un piano di emergenza che prevede la possibilità di cancellare il tappeto rosso per evitare che la cerimonia appaia eccessivamente frivola e scollegata dalla realtà, mentre infuria l’operazione militare denominata Operation Epic Fury che vede coinvolti Israele e Stati Uniti contro l’Iran. Una scelta, quella di rinunciare allo sfarzo, che non sarebbe dettata da mere questioni logistiche ma da una precisa sensibilità verso il momento tragico che si vive dall’altra parte del mondo, laddove continuano a morire persone sotto i missili e l’idea di una passerella di abiti firmati e sorrisi di circenza potrebbe risultare quantomeno fuori luogo.
La questione iraniana e i tre candidati in gara
A rendere la situazione ancora più delicata e complessa contribuisce un dato non trascurabile: quest’anno tra i candidati agli Oscar figurano ben tre registi iraniani. Jafar Panahi, autore di Un semplice incidente, è in lizza per il miglior film internazionale, mentre Sara Khaki e Mohammadreza Eyni concorrono nella categoria miglior documentario con Cutting Through Rocks. Una coincidenza, questa, che inevitabilmente amplifica il peso delle decisioni che l’Academy si trova a dover prendere in queste ore convulse. Un insider dei premi, interpellato da PageSix, ha sottolineato come gli organizzatori stiano letteralmente guardandosi attorno a trecentosessanta gradi, valutando ogni tipo di scenario e soppesando tutte le implicazioni d’immagine che ogni singola scelta potrebbe comportare. La paura, nemmeno troppo velata, è che il red carpet possa trasformarsi in un campo minato dal punto di vista comunicativo, con le star costrette a rispondere a domande sul conflitto piuttosto che sui film per cui sono state candidate.
Il cast dei presentatori si arricchisce di nuovi nomi
Mentre il dilemma sul destino della passerella tiene banco negli uffici di produzione, proseguono spediti i preparativi per la cerimonia vera e propria. Raj Kapoor e Katy Mullan hanno ufficializzato il terzo blocco di presentatori che saliranno sul palco del Dolby Theatre per consegnare le ambite statuette. Si tratta di un parterre di stelle di primissima grandezza: Robert Downey Jr., Anne Hathaway, Paul Mescal, Will Arnett, Priyanka Chopra Jonas e Gwyneth Paltrow. Un sestetto di altissimo profilo che va ad aggiungersi ai nomi già annunciati nelle scorse settimane, tra cui figurano Adrien Brody, Javier Bardem, Kieran Culkin, Chris Evans, Chase Infiniti, Mikey Madison, Demi Moore, Kumail Nanjiani, Maya Rudolph e Zoe Saldaña. La conduzione della serata, va ricordato, sarà affidata per il secondo anno consecutivo a Conan O’Brien, comico e autore vincitore di un Emmy, chiamato a barcamenarsi tra numeri comici e presentazioni in quello che si preannuncia come uno degli Oscar più atipici e discussi degli ultimi decenni.
I film in corsa e le incognite della vigilia
La corsa alle statuette vede attualmente in testa come numero di nomination Sinners, pellicola che ha letteralmente dominato le candidature con sedici menzioni. Tra i candidati nella categoria migliore attore spiccano nomi del calibro di Timothée Chalamet per Marty Supreme, Leonardo DiCaprio per One Battle After Another ed Ethan Hawke per Blue Moon, mentre per la miglior attrice la sfida vede Jessie Buckley per Hamnet, Rose Byrne per If I Had Legs I’d Kick You e Renate Reinsve per Sentimental Value, solo per citare alcune delle contendenti. E proprio Hamnet e One Battle After Another, pur non avendo ottenuto nomination individuali per i loro interpreti Paul Mescal e Chase Infiniti, figurano tra i grandi protagonisti di questa edizione rispettivamente con otto e tredici candidature. In programma anche due performance dal vivo delle canzoni candidate, Golden da KPop Demon Hunters e I Lied to You da Sinners, a impreziosire una serata che si preannuncia densa di emozioni e colpi di scena, non ultimo quello legato alla possibile scomparsa del red carpet.




