Alzheimer e demenza senile, i 5 segnali da riconoscere. In Piemonte i casi salgono a 92.000

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Redazione Salute Redazione Salute   -   In Piemonte le persone con demenza sono ormai 92.000, con la maggioranza dei casi concentrata a Torino. È il dato che emerge in vista della Giornata mondiale dell'Alzheimer, mentre la ricerca scientifica continua a fare passi avanti sul fronte della diagnosi precoce e delle nuove terapie. Ma quello che spesso manca, prima ancora dei farmaci, è la capacità di riconoscere i segnali che dovrebbero accendere un campanello d'allarme.

Cinque segnali che non vanno ignorati

Le dimenticanze occasionali sono normali, soprattutto con l'avanzare dell'età: capita a tutti di non ricordare dove si sono lasciate le chiavi o il nome di una persona appena conosciuta. La differenza, spiegano gli specialisti, sta nella frequenza e nell'impatto sulla vita quotidiana. Una persona con Alzheimer può dimenticare un'informazione appena appresa, ripetere la stessa domanda più volte nel giro di pochi minuti, smarrire oggetti in posti insoliti e non essere più in grado di ripercorrere a ritroso i propri passi per ritrovarli.

Un altro campanello d'allarme è la difficoltà a orientarsi nel tempo e nello spazio: non si tratta solo di confondere il giorno della settimana, ma di non ricordare dove ci si trova e come si è arrivati in quel posto. Ci sono poi i problemi con le parole, sia quando si parla sia quando si scrive: seguire una conversazione diventa faticoso, capita di fermarsi a metà frase senza sapere come continuare, oppure di chiamare le cose con il nome sbagliato.

Infine, i cambiamenti di umore e di personalità: una persona che era socievole può diventare ansiosa, sospettosa, depressa o irritabile, soprattutto quando si trova in situazioni nuove o fuori dalla sua routine.

Quanto pesano i fattori di rischio modificabili

Secondo quanto rilevato dal Mauriziano di Torino, il 51,7% dei casi di demenza può essere attribuito a fattori di rischio modificabili, tra cui inattività fisica, isolamento sociale, ipertensione, obesità, diabete e inquinamento. Si tratta di elementi sui quali è possibile intervenire, almeno in parte, adottando stili di vita più sani e mantenendo una vita sociale attiva. Il dato indica che più della metà dei casi non è quindi inevitabile: muoversi di più, curare l'alimentazione, tenere sotto controllo la pressione e non isolarsi sono comportamenti che possono ridurre il rischio.

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