Il record di Dorio cade dopo 46 anni: Eloisa Coiro vola a Birmingham, e la campionessa: "Era ora"
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Redazione Sport
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Quarantasei anni, un tempo che nella memoria collettiva e nei manuali di atletica sembrava ormai un dato incrollabile, quasi una di quelle pietre miliari destinate a resistere alle intemperie e al passaggio delle generazioni. E invece, nella serata di Birmingham, il muro è crollato.
Eloisa Coiro, mezzofondista romana in costante ascesa, ha fermato il cronometro sugli 800 metri in 1’57”56, un tempo che non solo le è valso il secondo posto nella seconda batteria degli Europei indoor, ma che le ha permesso di riscrivere un pezzo di storia azzurra, cancellando il primato che apparteneva a Gabriella Dorio dal lontano 1980, quando l'atleta padovana correva alla vigilia dei Giochi di Mosca.
Un'impresa che porta con sé il peso di un'attesa lunghissima e la luce di una promessa mantenuta, specie se a commentare il risultato è proprio colei che per quasi mezzo secolo è stata la detentrice del titolo.
Il messaggio di Gabriella Dorio e la risposta della nuova primatista
Subito dopo il termine della gara, mentre l'adrenalina era ancora calda e il respiro affannato lasciava spazio alla consapevolezza dell'impresa, sul cellulare di Eloisa Coiro è comparso un messaggio. A scriverle era Gabriella Dorio in persona, con quella schiettezza e quella verve che l'hanno resa un'icona non solo per i tempi ma anche per il carattere. «Sono contenta! Questo record dovevi farlo da tempo.
Vedrai, adesso sarà tutto più facile», ha scritto la campionessa olimpica dei 1500 metri a Los Angeles, dimostrando che tra generazioni di atlete esiste un filo rosso fatto di stima e passione.
La risposta di Coiro non si è fatta attendere e, come si conviene in questi casi, è stata carica di emozione e rispetto. Le ha confessato che era un grande onore ricevere quelle parole, sottolineando come Dorio sia sempre stata per lei un'ispirazione fondamentale, fin dai tempi del primo incontro. «L'ho conosciuta quando avevo 16 anni, lavorava per la Federazione e veniva a vedere le manifestazioni giovani», ha raccontato la nuova primatista, restituendo l'immagine di un rapporto umano che va oltre i cronometri e che affonda le radici negli anni della crescita e della formazione tecnica.
La lunga attesa e il sorpasso sui 1500 già nel 2024
Per Gabriella Dorio, classe 1957 originaria di Veggiano, in provincia di Padova, quella di Birmingham non è la prima volta che assiste al crollo di un suo baluardo personale. Già nel 2024, dopo quarantadue anni di dominio assoluto, aveva dovuto cedere il primato italiano nei 1500 metri, un altro dei suoi gioielli.
In quel caso, però, la distanza temporale era leggermente minore, mentre quello degli 800 metri aveva resistito per ben quarantasei anni e rappresentava, per molti versi, un record ancora più iconico, forse perché legato a un periodo storico e a una preparazione fisica che sembravano ormai irripetibili.
La coincidenza di Birmingham come teatro dell'impresa aggiunge un ulteriore elemento di fascino alla vicenda, considerando che la manifestazione continentale indoor rappresenta sempre un crocevia di grandi prestazioni e che, in questa occasione, ha visto la britannica Keely Hodgkinson, campionessa olimpica in carica, imporsi con il tempo di 1’57”28, lasciando comunque a Coiro l'onore di essere l'unica italiana in grado di scendere sotto il muro dell'1’58”, un tempo che per decenni era stato appannaggio esclusivo di Dorio.
La reazione della campionessa: "Era ora" e il ricordo dei sacrifici
La reazione di Gabriella Dorio, come spesso accade nei grandi campioni capaci di guardare al futuro senza rimpianti, è stata improntata a un entusiasmo genuino e a quella che si potrebbe definire una sorta di profezia auto-avverante. «Era ora», ha commentato con la consueta franchezza, ricordando di aver predetto a Coiro, già quando la seguiva nelle Nazionali giovanili, che sarebbe stata lei a superarla. Non c'è ombra di rammarico nelle sue parole, piuttosto la soddisfazione di chi vede il proprio testimone raccolto da una giovane promessa che si è fatta strada con costanza e determinazione.
Dorio, nel raccontare il segreto dei suoi successi, ha saputo unire con ironia e profondità due elementi apparentemente distanti: il lavoro nei campi dell'Italia contadina e gli allenamenti noiosi sul Grappa. «Forgiavano», ha detto, quasi a voler sottolineare come la fatica ripetuta e la disciplina, anche quelle meno glamour, siano state il vero motore di una carriera straordinaria.
E ha aggiunto, con la battuta che le è propria, che il merito della sua longevità nei record va anche a un prete, un riferimento a quelle radici profonde che hanno plasmato il carattere di una generazione di atleti cresciuti con valori semplici ma solidi.
L'impresa di Eloisa Coiro e il futuro della mezzofondo azzurra
La prestazione di Eloisa Coiro a Birmingham non si esaurisce, però, nel valore simbolico del record. Il tempo di 1’57”56 rappresenta un punto di svolta per l'atletica italiana, un segnale che la mezzofondo femminile può ancora regalare emozioni e risultati di alto profilo in un panorama internazionale sempre più competitivo, dominato da atlete come la Hodgkinson.
La romana ha dimostrato di avere una maturità agonistica notevole, gestendo la gara con intelligenza e chiudendo con uno sprint che ha lasciato il segno, non solo sul cronometro ma anche nella classifica delle migliori prestazioni europee della stagione.
La notizia, nel suo complesso, è destinata a far discutere gli appassionati e gli addetti ai lavori, non tanto per la caduta di un primato, che prima o poi doveva arrivare, quanto per la carica emotiva che l'accompagna e per il passaggio di testimone avvenuto in un clima di rispetto quasi familiare. Mentre Coiro si gode il meritato successo e inizia a progettare le prossime sfide, Gabriella Dorio può guardare con soddisfazione a un'eredità che, lungi dall'essere dimenticata, viene portata avanti con onore e con la stessa grinta che l'ha contraddistinta per anni.
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