Rai ricorda Maria Rita Parsi riproponendo "Visioni private" su Rai Storia

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Redazione Interno Redazione Interno   -   La programmazione di Rai Cultura rende omaggio alla figura di Maria Rita Parsi, la psicologa e psicoterapeuta scomparsa improvvisamente, riproponendo martedì 3 febbraio alle 19.30 su Rai Storia la puntata di “Visioni private” a lei dedicata. Nel programma condotto da Cinzia Tani, la professoressa si raccontava attraverso un mosaico di ricordi televisivi e apparizioni in trasmissioni, un percorso che svelava aneddoti legati tanto alla sua sfera privata quanto a quella professionale. Un ritratto a tutto tondo di una donna che ha speso l'intera esistenza, come pochi altri hanno saputo fare, nello studio e nella difesa dei diritti dei più piccoli, divenendo un riferimento imprescindibile non solo in Italia ma anche all'estero per il suo contributo, riconosciuto unanimemente, in ambito scientifico e didattico.

L'addio improvviso tra lo sconcerto di amici e colleghi

La morte di Maria Rita Parsi, avvenuta lunedì 2 febbraio a Roma all'età di 78 anni, ha suscitato un profondo sconcerto tra colleghi, amici e nel mondo dell'informazione, principalmente per un elemento su cui tutte le testimonianze concordano: l'assenza di malattie note. Il decesso, giudicato repentino e difficile da spiegare, è stato descritto come un malore improvviso. Vladimir Luxuria, contattata dall'Ansa, ha fornito un dettaglio significativo, ricordando di aver incontrato la Parsi in Rai pochi giorni prima: “Solo giovedì scorso si sentiva benissimo, pur lamentando un forte dolore alla gamba”. Una dichiarazione che sottolinea la natura inattesa dell'evento, mentre altri colleghi in studio, come Caterina Balivo, hanno condiviso il medesimo smarrimento.

Una vita dedicata all'infanzia e una vocazione nata da uno choc

Definita da molti “la psicologa dei bambini”, Maria Rita Parsi era una voce costante e autorvole per i diritti dell'infanzia e dell'adolescenza. Psicopedagogista di fama internazionale, docente universitaria, saggista e scrittrice prolifica, aveva ricoperto ruoli di alto profilo come la partecipazione all'Osservatorio nazionale per l'infanzia e l'adolescenza e al Comitato Onu sui diritti del fanciullo. La sua vocazione, come lei stessa aveva raccontato, trovò origine in uno choc provocato dalla lettura di una fiaba, un episodio che di fatto orientò per sempre il suo percorso di studi e di impegno civile. Sul tema della maternità, le sue posizioni furono sempre chiare e legate alla sua missione: dichiarò di non aver voluto figli propri perché, come spiegava, “ce ne sono troppi da sostenere sulla Terra”, intendendo con questo l'impegno a proteggere i minori più vulnerabili.

Il dolore alla gamba e gli impegni rimandati

Il particolare del dolore fisico, riferito da Vladimir Luxuria nelle ore successive alla scomparsa, aggiunge un ulteriore tassello al quadro dell'addio improvviso. La stessa Luxuria ha ricordato che la Parsi, pur avvertendo quel forte fastidio alla gamba, le aveva confidato di non trovare il tempo per farsi controllare, immersa com'era nei suoi numerosi impegni. Un dettaglio che dipinge il ritmo di una vita spesa senza risparmio, tra battaglie civili, l'attività accademica, la scrittura e l'incessante presenza pubblica, fino all'ultimo. La sua scomparsa lascia un vuoto tangibile in quel mondo dell'infanzia a cui ha dedicato intuizioni, energie e una produzione scientifica che resta a disposizione di chi continuerà il suo lavoro.

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