Addio a Maria Rita Parsi, la psicologa che ha dato voce all'infanzia
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Redazione Interno
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La notizia della scomparsa di Maria Rita Parsi, giunta nella mattinata odierna, ha lasciato un vuoto profondo nel mondo della psicologia dell'età evolutiva e in quello, più ampio, della tutela dei minori. La studiosa, scomparsa a 78 anni, ha dedicato l'intera esistenza professionale, con uno zelo che pochi hanno eguagliato, all'ascolto e alla difesa dei più piccoli, costruendo un'opera vasta e multiforme che ha attraversato la scrittura, l'insegnamento accademico, l'attivismo e una costante presenza nel dibattito pubblico. La sua voce, caratterizzata da una rara capacità oratoria e da una passione sempre viva, si è levata senza riserve in contesti nazionali e internazionali, pubblici e privati, diventando un punto di riferimento per chiunque operasse, a vario Titolo, nel settore.
Un impegno che travalicava le aule universitarie
Il suo approccio, che alcuni hanno definito "militante", si fondava su un connubio solido tra studio rigoroso e un impegno quotidiano e concreto, un binomio potente che ha permesso di tradurre le teorie in azioni tangibili. Parsi, la cui figura pubblica si è intrecciata con programmi televisivi e interventi sui media, non ha mai smesso di essere, prima di tutto, una "compagna di viaggio" per operatori, educatori e famiglie, insistendo sulla necessità di considerare i diritti dei bambini non come un optional, ma come il fondamento stesso di una società civile. La sua ultima apparizione in televisione, avvenuta pochi giorni fa, mostrava una donna ancora pienamente coinvolta nel suo lavoro, nonostante alcuni accenni a un malessere fisico che, stando alle prime dichiarazioni di colleghi e amici, sembrava essere stato sottovalutato per la priorità data agli impegni professionali.
Il cordoglio di chi l'ha conosciuta e stimata
Il dolore per la sua dipartita improvvisa si è manifestato con immediatezza attraverso le parole di chi l'ha apprezzata e frequentata. Conduttrici televisive come Caterina Balivo e Vladimir Luxuria, quest'ultima visibilmente scossa durante la trasmissione "La volta buona", hanno espresso pubblicamente il proprio sconcerto e la propria gratitudine, ricordando gli ultimi, fugaci contatti. "Sono sconvolta, l'avevo vista 3 giorni fa", ha confessato Luxuria, rivelando di averle consigliato di farsi visitare per un dolore alla gamba e di aver ricevuto una risposta tipica della professionista instancabile: preoccupazioni legate al lavoro e alle troppe cose da fare avevano rimandato il controllo. Le cause del decesso non sono state ancora rese note, lasciando spazio a un cordoglio che va ben oltre la cerchia dei conoscenti personali per toccare quanti hanno beneficiato, direttamente o indirettamente, del suo pensiero e della sua opera.
Un'eredità fatta di ascolto e battaglie civili
La sua scomparsa arriva in un momento in cui le istanze da lei portate avanti per decenni – dalla protezione dei minori in situazioni di vulnerabilità alla promozione di una cultura psicologica diffusa – restano di un'attualità bruciante. Maria Rita Parsi lascia un'eredità fatta non solo di libri e convegni, ma di una visione dell'infanzia come soggetto attivo di diritti, da proteggere con strumenti legislativi adeguati e, soprattutto, con una costante opera di sensibilizzazione culturale. Il suo metodo, che univa il rigore scientifico a una comunicazione accessibile e appassionata, ha senza dubbio aperto la strada a molti, dimostrando come l'impegno per gli altri, quando è sostenuto da competenza e costanza, possa davvero segnare una differenza nella società.




