Addio a Maria Rita Parsi, la psicoterapeuta che diede voce all'infanzia

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Il mondo della cultura e del sociale è in lutto per la scomparsa di Maria Rita Parsi, figura di spicco della psicologia italiana che ha dedicato l'intera esistenza professionale alla tutela dei più piccoli. La sua assenza, che si è consumata in modo improvviso, non rappresenta soltanto la perdita di un'accademica di valore ma lascia un vuoto profondo in quel delicato campo d'azione che si situa tra la clinica privata e l'impegno civile, da lei stesso tracciato con tenacia e visione. Parsi, infatti, seppe condurre il disagio infantile, spesso relegato in ambiti specialistici e discreti, fino al centro della discussione pubblica, trasformandolo in un tema di stringente attualità e in una priorità collettiva da non ignorare.

Una guida oltre il successo

La sua statura umana e professionale, del resto, emerge con chiarezza dalle testimonianze di chi l'ha conosciuta e frequentata. L'attore Jerry Calà, ad esempio, ha voluto ricordare pubblicamente il ruolo decisivo che la psicoterapeuta ebbe nella sua vita, in un periodo di apparente trionfo artistico ma di profonda sofferenza interiore. "Mi ha veramente risolto la vita", ha dichiarato, spiegando di essersi rivolto a lei nonostante lo stupore di molti, i quali faticavano a comprendere come il successo e il malessere potessero coesistere. Quel percorso, condotto con la sua guida, gli permise di affrontare e decifrare un disagio altrimenti inesprimibile, dimostrando come il suo metodo guardasse sempre alla persona oltre le circostanze esteriori.

L'ascolto delle storie semplici

Un'altra dimensione significativa del suo impegno, spesso meno nota al grande pubblico ma non per questo meno rilevante, si è sviluppata nel rapporto duraturo con la Fondazione Archivio Diaristico Nazionale di Pieve Santo Stefano. Per oltre un ventennio, facendo parte della giuria del prestigioso premio, Parsi ha ascoltato e valutato migliaia di storie comuni, cercando sempre, come sottolinea chi ha lavorato con lei, "le persone oltre le pagine". Questo sodalizio con il borgo della Valtiberina evidenzia un tratto fondamentale del suo approccio: la capacità di un ascolto autentico e rispettoso, rivolto a qualsiasi narrazione umana, dalla più dolorosa alla più ordinaria, considerandola sempre un prezioso scrigno di esperienza e verità.

Un'alleanza per i più fragili

La sua battaglia in difesa dei minori, d'altronde, non è mai stata un'azione solitaria ma si è nutrita di alleanze forti e coerenti. Lo ricorda con commozione un compagno di tante campagne sociali come don Mazzi, il quale evidenzia come per Parsi ogni bambino non fosse mai un "caso" clinico da archiviare ma sempre un "volto" unico da salvare. Insieme hanno condiviso fatiche, scambi di opinioni e anche dolorose delusioni, soprattutto nell'affrontare alcuni casi storici di cronaca nera che hanno scosso l'opinione pubblica. In quelle circostanze, la sua competenza si è unita a una passione civile instancabile, orientata esclusivamente al bene del minore e alla ricerca di giustizia, senza mai cedere alla retorica o alla spettacolarizzazione della sofferenza.

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