Addio a Maria Rita Parsi, la psicologa dei bambini che ha commosso la tv
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Redazione Interno
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La scomparsa di Maria Rita Parsi, che si è spenta all'età di 78 anni, ha provocato un'onda di commozione ben oltre la cerchia professionale, riverberandosi con immediata intensità nel mondo della televisione, dove la psicologa e psicoterapeuta era una presenza familiare e autorevole da decenni. Eleonora Daniele, conduttrice di "Storie Italiane", ha rotto il velo della distanza professionale in diretta, lasciando trasparire tutto il peso di una perdita personale, mentre ricordava con voce incrinata dall'emozione i lunghi anni di collaborazione e amicizia. "Lei è noi, è sempre stata con noi", ha affermato la Daniele, tracciando un solco che univa la vita privata a quella pubblica, e specificando, con un particolare che accresce lo stupore per la dipartita, che l'amica "non aveva nulla, non era malata".
Una carriera spesa per l'infanzia
Il profilo di Maria Rita Parsi, che la cronaca nera tratta sempre con il necessario rispetto evitando dettagli non pertinenti, si staglia per un impegno totale e pionieristico, durato una vita intera, nella tutela dei più piccoli. Componente dell'Osservatorio nazionale per l'infanzia e l'adolescenza ed ex membro del Comitato Onu sui diritti del fanciullo, ha saputo coniugare il rigore scientifico con una divulgazione accessibile, firmando oltre un centinaio di volumi che spaziano dalla saggistica specialistica alla narrativa. La sua opera di presidio si è concretizzata nella fondazione e nella presidenza della Fondazione Movimento Bambino Onlus, organismo attraverso il quale ha lavorato incessantemente per la protezione giuridica e sociale dei minori, per la diffusione capillare dei loro diritti e per offrire ascolto e sostegno alle famiglie.
Le testimonianze e l'ultimo ricordo
Oltre al tributo di Eleonora Daniele, altre voci note hanno espresso pubblicamente il proprio sconcordo per una partenza giudicata inattesa. Vladimir Luxuria, ospite in un altro programma, ha confidato di essere "sconvolta" avendola vista soltanto tre giorni prima, rivelando un breve, quasi ordinario scambio che oggi assume un valore diverso. Luxuria ha ricordato come la Parsi avesse accennato a un dolore alla gamba, quasi minimizzandolo di fronte agli impegni lavorativi che continuava a seguire con dedizione, un dettaglio che tratteggia il ritratto di una personalità sempre protesa verso il proprio lavoro, fino agli ultimi istanti.
Il vuoto di un punto di riferimento
La sua attività, che l'ha vista anche collaborare come editorialista con diverse testate, ha costruito nel tempo un solido punto di riferimento nel dibattito pubblico nazionale sulle tematiche legate allo sviluppo infantile e alla genitorialità. La vastità della sua produzione letteraria e scientifica, unita a un'instancabile opera di advocacy nelle sedi istituzionali più alte, ha lasciato un'impronta profonda, difficile da misurare in poche righe di cronaca. La reazione spontanea e affranta di chi l'ha conosciuta e frequentata, sia in studio televisivo che nella vita, restituisce l'immagine di una donna che ha saputo unire al prestigio professionale una rara capacità di relazione umana, rendendo la sua assenza ancor più percepibile in campi molteplici, dall'accademia ai salotti televisivi fino al volontariato organizzato.




