La Statale 36 spegne un’altra giovane vita: il dramma di Edoardo Bartesaghi nella galleria di Abbadia Lariana

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Non c’è stata neppure la possibilità di un trasporto in ospedale, per Edoardo Bartesaghi: il cuore del diciottenne, residente a Mandello del Lario, ha smesso di battere all’istante, poco prima delle due della notte tra sabato e domenica, sull’asfalto della galleria che costeggia il lago, lungo quel tratto della Statale 36 che collega Lecco ad Abbadia Lariana.

Il giovane, secondo quanto emerso dalle prime verifiche degli inquirenti – sebbene la dinamica esatta debba ancora essere certificata dagli accertamenti della Polizia Stradale – era sceso dalla sua moto, una 125 rimasta in panne, e la stava spingendo a margine della carreggiata in direzione nord, forse cercando di raggiungere l’uscita più vicina, quando un’automobile sopraggiunta alle sue spalle lo ha travolto senza che lui potesse fare nulla per evitare l’impatto.

Il conducente del mezzo che lo ha investito, un uomo di 45 anni, è stato invece trasportato in ospedale per i controlli del caso, ma le sue condizioni non destano preoccupazione; sono stati i sanitari del 118, giunti sul posto insieme ai vigili del fuoco e al personale Anas, a dover constatare l’inesorabilità di quel verdetto per il giovanissimo centauro, trovato esanime sull’asfalto.

Un ragazzo "vivace e maturo", la scuola lo ricorda con affetto

Se la cronaca si ferma alla nuda successione degli eventi – un guasto meccanico, un buio fitto all’interno della galleria, un’auto che sopraggiunge – il ricordo che emerge dalle parole di chi lo conosceva restituisce invece il ritratto di un ragazzo solare e pieno di interessi, la cui esistenza è stata spezzata sul nascere proprio mentre l’estate gli si apriva davanti dopo la fine dell’anno scolastico.

Suor Marilisa Miotti, preside dell’istituto Maria Ausiliatrice di Lecco che Edoardo frequentava (quarta superiore, indirizzo socio-economico), lo ha descritto con un misto di dolore sincero e ammirazione: «Era uno studente studioso, vivace, con tanta voglia di fare, socievole e spiritoso», ha dichiarato, aggiungendo che con lui la scuola aveva compiuto «un importante cammino», riuscendo a trasmettergli la passione per lo studio.

Anche i suoi compagni di classe, che lo hanno conosciuto tra i banchi, faticano ad accettare l’idea che a settembre, alla ripresa delle lezioni, il suo posto rimarrà vuoto.

L’incidente in un tratto di strada senza via di scampo

La galleria della Statale 36 dove si è consumata la tragedia, lo ricordano bene i residenti della zona, è un’arteria ad alta percorrenza che non offre alternative alla viabilità ordinaria, costringendo anche chi è in panne a restare a ridosso del muro o della corsia di emergenza, in balia dei veicoli in transito.

Il giovane Edoardo – che secondo alcune testimonianze raccolte stava facendo ritorno a casa dopo una serata trascorsa con gli amici – si è trovato probabilmente costretto a spingere la sua moto al buio, visto che le luci del mezzo, una volta spento il motore, non potevano certo segnalare la sua presenza al quarantacinquenne alla guida dell’auto.

Un attimo, poi l’urto violento che lo ha scaraventato a terra, un impatto talmente forte da non lasciare scampo ai tentativi di rianimazione del personale dell’automedica di Areu e dei volontari della Croce San Nicolò.

Il giallo della dinamica e il dolore di una comunità

Sono ora gli agenti della Polizia Stradale a dover fare luce sull’esatta sequenza dei fatti, anche se la primissima ricostruzione – quella del giovane che spinge la moto in panne – sembra al momento la più accreditata.

Resta il silenzio assordante di una famiglia, quella dei Bartesaghi, che abita nella frazione di Somana a Mandello del Lario, e che in poche ore ha visto la propria normalità distrutta per sempre; la madre, Zelda Peverelli, e il fratello Jacopo – anch’egli ex alunno del Maria Ausiliatrice – si stringono ora attorno al ricordo di Edoardo, mentre il sindaco Riccardo Fasoli ha assicurato la vicinanza dell’amministrazione.

L’ennesima, drammatica estate che inizia su una delle strade più discusse della Lombardia, la Statale 36, porta con sé il corpo senza vita di un ragazzo di diciotto anni e mezzo, lasciando dietro di sé solo la penombra di una galleria e l’eco di una giovane promessa interrotta.

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