L’Atalanta batte il Bologna e riaccende la corsa Champions, ma i rossoblù pagano gli errori
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Redazione Sport
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La sconfitta a Bergamo, maturata con un secco 2-0, ha riportato il Bologna a fare i conti con una realtà che, dopo mesi di vertigini, quasi sembrava dimenticata: quella di una squadra non più abituata a perdere. Se alcune reazioni della tifoseria rossoblù sono apparse eccessive, è pur vero che l’imbucata subita dopo soli tre minuti – frutto di una giocata tutt’altro che imprevedibile – ha evidenziato fragilità insolite in un campionato che, fino a ieri, aveva regalato più certezze che dubbi.
Miranda, uscito in ritardo sul cross di Bellanova, è finito nel mirino delle critiche, ma le responsabilità non si fermano a lui. Fabbian e Freuler hanno lasciato troppo spazio a Pasalic, che ha potuto servire l’assist senza pressioni, mentre Lucumí e Ravaglia non sono riusciti a marcare Retegui all’interno dell’area. Errori che, sommati, hanno permesso all’Atalanta di chiudere la partita in anticipo, nonostante il Bologna avesse l’occasione per riaprirla con Zirkzee, il cui tiro è stato però neutralizzato da Carnesecchi.
Quella di ieri era una sfida chiave per entrambe, e i nerazzurri – dopo tre sconfitte consecutive tra le mura amiche – l’hanno affrontata con un approccio rinnovato. Gasperini ha puntato su Pasalic a sostegno della corsia destra e su Retegui come perno mobile, soluzioni che hanno dato frutti immediati. Per il Bologna, invece, la trasferta più insidiosa del girone di ritorno si è rivelata un ostacolo troppo alto, complici anche le assenze e una difesa meno compatta del solito.




