L’Europa tra utopie e realtà: il conto presentato da Trump
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Redazione Esteri
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L’Europa, che per decenni ha coltivato l’immagine di un “continente di pace”, si trova oggi a fare i conti con le conseguenze delle sue scelte, mentre gli Stati Uniti, sotto la presidenza di Donald Trump, le presentano un conto salato. Un conto che non riguarda solo i dazi commerciali, ma anche il ruolo marginale che l’Unione Europea sta giocando nella crisi ucraina, un conflitto che rischia di segnare profondamente il futuro del Vecchio Continente.
Dopo aver a lungo predicato le virtù di una spesa militare ridotta, privilegiando il welfare rispetto alla difesa, l’Ue si è ritrovata a delegare la propria sicurezza agli Stati Uniti, scaricando di fatto i costi sul contribuente americano. Una scelta che, alla luce degli ultimi sviluppi, appare sempre più miope. Trump, con il suo approccio diretto e spesso spigoloso, ha messo in luce le contraddizioni di un’Europa che, da un lato, critica l’ingerenza politica e la belligeranza statunitense, e dall’altro ne dipende per la propria sopravvivenza strategica.
La presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen, aveva assicurato che l’Europa sarebbe stata pronta ad affrontare le sfide poste da Trump. Eppure, nelle ultime settimane, l’Ue è apparsa travolta dagli eventi: tagliata fuori dalle decisioni chiave sull’Ucraina e minacciata da dazi pesanti, sembra un pugile stordito che fatica a ritrovare l’equilibrio. Anche Giorgia Meloni, che aveva cercato di costruire un rapporto privilegiato con il tycoon americano, si trova ora a un bivio, costretta a rivedere le proprie strategie in un contesto internazionale sempre più volatile.
La guerra in Ucraina, che ha già causato decine di migliaia di vittime e danni ambientali ingenti, rischia di diventare la pietra tombale sul sogno europeo. Un sogno che, per molti, si è trasformato in un incubo. Prima del conflitto, si sarebbe potuto evitare l’accerchiamento della Nato nei confronti della Russia, ma l’occasione è stata persa. Una volta scoppiata la guerra, si sarebbe potuto lavorare per una pace veloce, risparmiando vite umane e risorse che avrebbero potuto essere impiegate per il benessere generale. Invece, l’Europa ha preferito seguire una linea dettata più da aspettative ideologiche che da una reale analisi dei fatti.




