Sinner: «La squalifica è ingiusta, ma ho scelto il male minore»

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Jannik Sinner, rientrato da poco dopo la sospensione concordata con la Wada per il caso Clostebol, ha rotto il silenzio in un’intervista a Sky Sport, raccontando senza filtri le emozioni vissute in questi mesi. «Non ero d’accordo con la decisione, ma ho accettato per evitare conseguenze peggiori», ha detto il tennista, che ha definito l’intera vicenda «ingiusta». Pur mantenendo ferma la convinzione della propria innocenza, Sinner ha ammesso di aver attraversato un periodo di fragilità. «Quando è arrivata la squalifica a Doha, mi sono sentito vulnerabile. Le persone vicine mi hanno sostenuto, ma è stato comunque durissimo».

Il numero uno del ranking ATP non ha nascosto le difficoltà incontrate, anche al di là della squalifica. «Ci ho messo un po’ a ritrovare me stesso», ha confessato, senza scendere nei dettagli su ciò che lo ha turbato fuori dal campo. In quei mesi di lontananza dal tennis, però, ha cercato di riempire il vuoto con altre passioni. «Ho passato molto tempo con la mia famiglia, soprattutto con mio padre. A Montecarlo, dove vivo, ho fatto gare di go-kart, uscite in bicicletta con gli amici più cari». Attività che gli hanno permesso di staccare, almeno in parte, dalla pressione mediatica e dalle critiche di alcuni colleghi.

«Chi ha parlato male di me? So di essere pulito, e questo mi basta», ha aggiunto Sinner, evitando toni polemici ma lasciando trapelare una certa amarezza. Quello che più colpisce, però, è l’onestà con cui ha descritto le proprie reazioni. «Mentirei se dicessi di non provare emozioni. Ero fragile, e certe cose mi hanno sorpreso». Ora, però, guarda avanti. «Sto bene, sono riposato e non vedo l’ora di tornare a giocare».

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