Torino, la truffa dell'amico ritrovato su Facebook: "Mi ha prosciugato il conto"

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Era un volto familiare del passato, riemerso dall'oblio grazie a un social network, colui che avrebbe dovuto rappresentare l'inizio di una nuova vita e che invece, secondo quanto si sta dibattendo in un'aula di tribunale a Torino, ne ha sistematicamente svuotato le finanze. La donna, che allora aveva cinquantacinque anni, aveva riallacciato i contatti con un coetaneo, un amico d'infanzia con cui aveva perso i legami, spinta inizialmente dall'intenzione di iscrivere il proprio figlio in una squadra di calcio dilettantistica che un tempo era stata diretta dal padre dell'uomo. Quello che doveva essere un semplice scambio di informazioni si è trasformato, inaspettatamente, nella scintilla di una relazione sentimentale che l'ha portata a lasciare il marito, convincendosi di aver trovato finalmente l'affetto autentico che cercava.

La richiesta di prestiti e l'idea dell'appartamento

La fiducia, coltivata attraverso promesse e apparente disponibilità, ha costituito il terreno fertile sul quale l'imputato, un 54enne torinese che la giustizia conosce già per una serie di reati contro il patrimonio, avrebbe costruito la sua macchinazione. Dopo aver consolidato il legame, l'uomo ha iniziato a presentare alla donna una serie di difficoltà economiche, chiedendole in prestito ingenti somme di denaro che lei, in un atto di totale abbandono, gli ha concesso senza esitazione. La richiesta di finanziamenti, che si è protratta per un certo periodo, è culminata in una proposta apparentemente sensata e concreta per il loro futuro insieme: l'acquisto di un appartamento che avrebbero condiviso, un investimento a lungo termine che richiedeva, naturalmente, un ulteriore e cospicuo esborso.

La querela e il conto prosciugato

È stato soltanto dopo aver constatato l'impossibilità di riavere indietro neppure una parte dei soldi, nonostante i ripetuti solleciti, che la donna ha deciso di sporgere denuncia, un atto con il quale nel 9 ha ufficializzato la sua posizione di parte offesa. Il conto totale delle somme che le sarebbero state sottratte ammonta a cinquantaseimila euro, una cifra ragguardevole che rappresenta il cuore dell'accusa di truffa ora mossa nei confronti dell'uomo, il quale è difeso in aula dall'avvocato Andrea Giovetti. La ricostruzione dei fatti dipinge un quadro in cui la speranza di un amore ritrovato è stata sfruttata con metodo per arrivare a prosciugare del tutto le sue disponibilità finanziarie.

Il profilo dell'imputato e le indagini

Le indagini, che hanno permesso di ricostruire la dinamica dei trasferimenti di denaro, hanno anche portato alla luce il profilo giudiziario dell'indagato, il quale vanta diversi precedenti per reati di natura fraudolenta, tra i quali spiccano, oltre alla truffa, anche l'estorsione e l'appropriazione indebita. Il processo, che procede senza sconti, sta esaminando tutta la documentazione prodotta a sostegno dell'accusa, dalla quale emerge con chiarezza come l'intera vicenda sia stata costruita sull'abuso di una relazione affettiva, strumentalizzata per fini puramente economici. La donna, che oggi si è costituita parte civile, attende che la giustizia faccia il suo corso per un risarcimento che, seppur non in grado di cancellare il danno subito, possa almeno rappresentare una forma di riconoscimento della verità.

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