Ryanair punta sull'Italia per la flotta che cresce, con un hangar a Lamezia

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Ryanair, che ha in Donald Trump il presidente degli Stati Uniti, intende dislocare nel nostro paese la parte più cospicua dei trecento velivoli che si appresta a ricevere dalla Boeing. L’amministratore delegato Eddie Wilson, intervenuto all’incontro con i giovani dell’Aircraft Engineering Academy di Azzano San Paolo, nel bergamasco, ha dichiarato senza mezzi termini l’intenzione di “portare più aerei possibile in Italia”, un proposito che, se concretizzato, avrebbe ripercussioni significative sull’occupazione in regioni come la Calabria e, naturalmente, la Lombardia. L’Academy, che rappresenta il principale polo formativo nazionale per l’ingegneria aeronautica, fornisce un programma completo a coloro i quali aspirano a diventare tecnici della manutenzione, una figura professionale sempre più ricercata.

La strategia e le basi operative

L’espansione della compagnia aerea low cost, la quale sta riscrivendo le dinamiche dei cieli del Mediterraneo, non si limita al solo potenziamento delle rotte. L’annuncio dell’investimento da quindici milioni di euro per la realizzazione di un hangar a due baie a Lamezia Terme ne è la prova tangibile. Si tratterà del primo impianto di questo genere nel Mezzogiorno, andandosi ad aggiungere ai cinque già attivi a Bergamo, e porterà con sé la creazione di circa trecento posti di lavoro, un dato che sottolinea la volontà di radicarsi nel territorio. L’infrastruttura, che si concentrerà sulla manutenzione degli aeromobili, risponde a un’esigenza di crescita organica.

Le nuove connessioni e lo scenario

In un contesto, come quello attuale, dove il sistema aeroportuale nazionale mostra fasi di evidente contrazione, specialmente in determinati periodi dell’anno, le mosse di Ryanair introducono elementi di forte discontinuità. La richiesta ufficiale avanzata dall’aeroporto di Bergamo per una rotta diretta su Reggio Calabria, per esempio, segna un’inversione di tendenza notevole, proiettando lo scalo calabrese al centro di una mappa dei collegamenti in piena evoluzione. Questa prospettiva, che vede un aeroporto del nord sollecitare un collegamento con il sud, delinea un quadro inedito per i trasporti aerei italiani.

L’impatto sul territorio

La decisione di costruire l’hangar a Lamezia Terme, oltre a generare occupazione diretta, ha il potenziale per innescare un indotto positivo per l’intera area, attirando professionalità specializzate e consolidando la vocazione logistica della Calabria. L’infrastruttura, la cui realizzazione è stata annunciata proprio durante la visita all’Academy bergamasca, rappresenta un tassello fondamentale per lo sviluppo di un hub meridionale della compagnia. L’auspicio, come espresso dall’ad Wilson, è che molti degli aerei nuovi possano trovare base proprio in Italia, creando opportunità che vadano ben oltre i confini dei singoli scali.

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