Scandalo del latte adulterato: sequestrate 200 tonnellate di prodotto
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Redazione Interno
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Un'indagine condotta dalla Procura di Pesaro ha portato al sequestro di 200 tonnellate di latte e formaggi adulterati. L'inchiesta, che non dovrebbe durare a lungo, è focalizzata su prodotti recuperati da tre diverse località.
Operazioni di sequestro
I carabinieri dei Nas e gli ispettori dell'Icfqr hanno acquisito le prove necessarie durante tre perquisizioni distinte. Le località coinvolte includono l'azienda casearia Fattorie Marchigiane, controllata dal gruppo Cooperlat, un deposito di prodotti caseari nel Trevigiano e un'azienda agricola dell'Alta Valmarecchia.
I protagonisti dell'indagine
Nove persone sono attualmente indagate per frode in commercio e adulterazione del latte. Tra questi, Nicolas Capomasi e Samuele Girolomoni, addetti alla produzione, Francesco Caverni, tecnico di laboratorio dell'Amap, Gianluigi Draghi, presidente del consiglio di amministrazione di Fattorie Marchigiane, Frediano Luconi, coordinatore dei siti di produzione, Roberto Manna, responsabile di laboratorio, Giuseppe Nucci, consulente aziendale esterno, Bernardo Pittalis, direttore di produzione e Diego Zanchetti, addetto all'inserimento nei sistemi gestionali e al prelievo a campione del latte.
La frode
L'adulterazione del latte avveniva attraverso l'utilizzo di soda caustica, utilizzata per ridurre l'acidità del latte. Questa pratica illecita serviva a mascherare il cattivo stato di conservazione dei prodotti destinati alla grande distribuzione. Inoltre, è stato scoperto l'uso di acqua ossigenata all'interno del latte.
Il blitz
L'operazione è stata condotta dai carabinieri dei Nas di Ancona e dall'Unità investigativa Centrale del Dipartimento dell'Ispettorato Centrale per il Controllo della Qualità e Repressione Frodi dei Prodotti Agroalimentari del MASAF nelle Marche. La notizia è stata riportata dalle edizioni locali del Resto del Carlino e del Corriere Adriatico.




