Nuovo coronavirus scoperto in Cina: Shi Zhengli e il rischio di trasmissione all’uomo
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Redazione Salute
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Un nuovo coronavirus, appartenente al sottogenere dei merbecovirus, è stato identificato in Cina da un team di scienziati guidati dalla virologa Shi Zhengli, nota come “batwoman” per i suoi decennali studi sui virus dei pipistrelli. La scoperta, avvenuta nei laboratori dell’Accademia delle Scienze di Guangzhou, dell’Università di Wuhan e dell’Istituto di Virologia di Wuhan, ha riacceso l’attenzione della comunità scientifica internazionale, soprattutto per la capacità del virus di legarsi ai recettori umani, un meccanismo simile a quello osservato nel Covid-19.
Il virus, che proviene dai chirotteri, è stato analizzato in dettaglio, rivelando una potenziale trasmissibilità all’uomo. Questo aspetto, sebbene non immediatamente preoccupante, solleva interrogativi sulla necessità di monitorare attentamente l’evoluzione di tali patogeni, soprattutto alla luce dell’esperienza pandemica degli ultimi anni. Shi Zhengli, che già nel 2020 aveva contribuito a identificare le origini del SARS-CoV-2, ha sottolineato l’importanza di prevenire future zoonosi attraverso una ricerca costante e una sorveglianza attiva.
Fabrizio Pregliasco, virologo italiano, ha commentato la scoperta evidenziando come, nonostante non vi sia motivo di allarme immediato, sia fondamentale mantenere alta la guardia. «Si tratta di una ricerca interessante», ha dichiarato, «che ci ricorda quanto sia cruciale comprendere i meccanismi di trasmissione dei virus dagli animali all’uomo per evitare nuove emergenze sanitarie».
Il nuovo coronavirus, che condivide caratteristiche con il virus della Sindrome respiratoria mediorientale (Mers), rappresenta un ulteriore tassello nello studio dei patogeni zoonotici, un campo di ricerca che negli ultimi anni ha assunto un’importanza crescente. La scoperta, infatti, non solo amplia la conoscenza scientifica sui coronavirus, ma offre anche spunti per sviluppare strategie di prevenzione più efficaci, riducendo il rischio di future pandemie.
Shi Zhengli, che da anni lavora a stretto contatto con i pipistrelli, considerati serbatoi naturali di numerosi virus, ha ribadito l’importanza di una collaborazione internazionale per affrontare le sfide poste da questi patogeni. La sua ricerca, pubblicata su una rivista scientifica di rilievo, ha già suscitato interesse tra gli esperti, che vedono in questo studio un passo avanti nella comprensione delle dinamiche di trasmissione dei virus tra specie diverse.




