Stellantis, Equita riduce il target a 5,5 euro: il mercato guarda al free cash flow del terzo trimestre

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Redazione Economia Redazione Economia   -   La seduta del 16 ottobre si era chiusa con un rialzo del 2,80% a 3,986 euro per Stellantis, un segnale di fiducia che però è stato rapidamente riassorbito nelle giornate successive, quando il titolo ha imboccato la via delle vendite in vista della pubblicazione dei conti trimestrali. Il mercato, del resto, aveva già iniziato a fare i conti con una realtà meno brillante di quella suggerita dal rimbalzo di metà mese, e gli analisti hanno progressivamente rivisto le proprie aspettative su quella che si annuncia come una delle trimestrali più delicate per il gruppo guidato da Antonio Filosa.

Il nodo della cassa e le stime degli analisti

A spostare gli equilibri è stata soprattutto la questione del free cash flow. Equita, in una nota diffusa a metà ottobre, ha abbassato dell'8% il prezzo obiettivo portandolo a 5,50 euro per azione, confermando la raccomandazione "Hold" sul titolo.

La revisione della sim milanese poggia su un dato che circola con insistenza tra gli operatori: l'assorbimento di cassa del terzo trimestre è atteso intorno ai 4,5 miliardi di euro, una previsione che ricalca quella formulata da Barclays pochi giorni prima e che si colloca ben al di sopra del consensus raccolto da Visible Alpha, fermo a un rosso di circa 2,5 miliardi.

Il riferimento storico disponibile è il terzo trimestre del 2025, chiuso con un flusso di cassa negativo per 4,3 miliardi, quando però le consegne crescevano del 13% su base annua; stavolta i volumi sono calati dell'1%, e questo rovescia il segno di un fattore che, per una società che lavora con capitale circolante negativo, normalmente rappresenta un vantaggio.

Leapmotor sostiene i volumi europei ma diluisce il mix

Il quadro delle consegne, comunicato il 13 ottobre, aveva già offerto agli analisti materiale per riflettere. A livello globale Stellantis ha stimato circa 1,3 milioni di veicoli, in flessione dell'1% rispetto all'anno precedente, con un calo del 12% in Nord America attribuito alle pause estive programmate della produzione e una contrazione del 21% nel Middle East e Africa legata soprattutto alla debolezza del mercato turco.

L'Europa allargata ha invece segnato un incremento del 10%, pari a circa 54 mila veicoli in più, ma dietro questo dato si cela una dinamica che gli osservatori hanno letto con una certa cautela: circa 34 mila unità dell'incremento provengono da Leapmotor, il partner cinese della joint venture, le cui consegne sono salite a 44 mila veicoli dai circa 10 mila di un anno prima. Il marchio cinese ha generato da solo il 63% della crescita europea del gruppo.

Morningstar, nel suo commento in vista della trimestrale, ha messo in luce proprio l'effetto ambivalente di questa espansione: le elettriche di Leapmotor contribuiscono positivamente al margine complessivo dei veicoli a batteria, ma diluiscono quello delle auto a combustione interna e ibride a marchio Stellantis, e il trimestre si profila debole anche per via dei problemi strutturali di qualità del prodotto e dei costi variabili più elevati rispetto ai concorrenti.

La casa di analisi statunitense prevede margini deludenti almeno fino al 2028 e guarda con attenzione al calo dei volumi nel Middle East e Africa, una delle regioni più redditizie per il gruppo.

La posizione finanziaria e le attese per il 28 ottobre

Nonostante la dimensione dell'assorbimento di cassa atteso, Equita non ravvisa rischi di stress finanziario nel breve periodo. Il rapporto tra liquidità e fatturato nel terzo trimestre è stimato al 27%, all'interno dell'intervallo obiettivo del 25-30% indicato dalla società, e a sostenere la posizione contribuisce l'emissione di 5 miliardi di euro di obbligazioni perpetue effettuata a marzo.

Il giudizio della sim resta comunque improntato alla prudenza, con la raccomandazione "Hold" confermata e un target price che, anche dopo il taglio, incorpora un potenziale di rialzo rispetto alle quotazioni di metà ottobre.

Sul fronte del consensus più ampio, JP Morgan ha ribadito il giudizio "Neutral" con un prezzo obiettivo fissato a 6 euro, mentre Deutsche Bank ha optato per una revisione più severa, abbassando il target da 5,50 a 4,50 euro e citando i minori volumi, gli effetti sfavorevoli del mix produttivo e la pressione inflazionistica.

La media dei prezzi obiettivo raccolta da MarketScreener su ventidue analisti si attestava intorno a 5,51 euro, un valore che nelle settimane precedenti aveva suggerito un margine di apprezzamento superiore al 38% rispetto alle quotazioni correnti. I conti del terzo trimestre, attesi per il 28 ottobre, saranno il banco di prova su cui si misurerà la credibilità della traiettoria di recupero degli utili e della generazione di cassa, con il free cash flow indicato da Equita come il catalizzatore principale della comunicazione finanziaria.

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