Senna ancora al centro delle polemiche agli Europei di fondo: i campioni italiani tra timori e ricordi
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Redazione Sport
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Mentre Parigi si prepara ad accogliere dal 4 all'8 agosto i campionati continentali di nuoto di fondo, il grande fiume che attraversa la capitale francese torna a essere al centro dell'attenzione, e non certo per la sua suggestiva cornice monumentale.
L'edizione del centenario degli Europei di nuoto 2026 riporta infatti i fondisti nelle acque della Senna, rievocando inevitabilmente le polemiche e le controversie che avevano caratterizzato i Giochi Olimpici del 2024, quando la qualità dell'acqua e i conseguenti rischi per la salute degli atleti divennero un tema dominante del programma olimpico.
Il nuovo percorso parigino, che si snoderà lungo il fiume simbolo della Ville Lumière, è già stato al centro di accesi dibattiti tra atleti e tecnici, con i nuotatori azzurri che hanno espresso con franchezza le loro apprensioni a pochi giorni dal via della competizione.
Il ricordo amaro dei Giochi e la preoccupazione per il presente
Tra i nomi più noti del mezzofondo italiano, Ginevra Taddeucci, bronzo olimpico proprio sulla Senna nel 2024 e reduce da una stagione straordinaria che l'ha vista conquistare la Coppa del Mondo 2025 e quattro argenti iridati, ha confessato senza mezzi termini il suo stato d'animo, ammettendo che quello parigino non è certo il luogo in cui avrebbe scelto di tornare a gareggiare.
La nuotatrice azzurra ha ricordato le sensazioni provate durante l'esperienza olimpica, descrivendo una corrente che pareva risucchiare gli atleti verso il fondo e un passaggio particolarmente critico, un vero e proprio imbuto, che rischiava di creare situazioni pericolose per chi si trovava a transitarvi in mezzo al gruppo. Taddeucci ha inoltre raccontato un episodio che la dice lunga sulle condizioni estreme vissute dalle atlete, menzionando una collega che, al termine della gara olimpica, avrebbe vomitato ben nove volte a causa delle acque ingerite e dello sforzo immane.
Ma a gettare ulteriore benzina sul fuoco delle preoccupazioni è stato il recente malore accusato dalla stessa Taddeucci durante un evento di Coppa del Mondo a Setubal, in Portogallo, avvenuto poco più di un mese fa, e che ha riacceso i riflettori sui rischi connessi al nuoto in acque libere non perfettamente controllate. L'atleta ha espresso la speranza che per questi Europei vengano adottati maggiori accorgimenti per tutelare l'incolumità dei nuotatori, auspicando un approccio più prudente rispetto a quanto visto in passato.
Le sue parole riecheggiano quelle del compagno di nazionale Gregorio Paltrinieri, che si è detto apertamente spaventato e ha rivelato come gli atleti italiani abbiano formalmente chiesto di spostare le gare di fondo in un'altra location, manifestando una sfiducia palpabile nelle condizioni del fiume parigino.
Le parole di Paltrinieri e la logistica delle gare
Gregorio Paltrinieri, che insieme a Taddeucci rappresenta il fiore all'occhiello del nuoto italiano, ha spiegato con chiarezza le ragioni della preoccupazione diffusa tra i fondisti, sottolineando un aspetto logistico non secondario nel calendario degli Europei.
Il campione azzurro ha evidenziato come le gare di acque libere siano programmate prima di quelle in vasca: un eventuale malore o un'intossicazione contratta nuotando nella Senna potrebbe quindi compromettere irrimediabilmente la partecipazione alle successive competizioni in piscina, con un effetto domino devastante su tutta la rassegna continentale. La paura, insomma, non è solo legata al disagio immediato di una gara in acqua inquinata, ma anche alla prospettiva di vedere saltare altri appuntamenti cruciali per cui gli atleti si sono preparati per mesi.
Il ricordo della Senna olimpica è ancora vivo nella memoria di Paltrinieri e dei suoi compagni, con i batteri come l'Escherichia coli che avevano fatto parlare di sé ben prima del via dei Giochi, alimentando un dibattito che sembrava essersi sopito ma che ora, a distanza di due anni, ritorna prepotentemente alla ribalta.
La nuova edizione degli Europei, che celebra un secolo di storia del nuoto continentale, rischia così di essere segnata dalle stesse ombre che avevano offuscato l'appuntamento a cinque cerchi, con gli atleti costretti a fare i conti non solo con gli avversari e il percorso, ma anche con un ambiente ostile e potenzialmente dannoso per la loro salute.
Un ritorno carico di apprensione per i fondisti azzurri
La dichiarazione di Taddeucci, che ha definito la sua esperienza sulla Senna come un momento in cui ha rischiato concretamente di rimanere incastrata, dipinge un quadro preoccupante per ciò che attende i nuotatori a partire da domani. L'atleta ha sottolineato come, nonostante i successi e la medaglia conquistata in quella stessa acqua, il primo obiettivo per questa nuova avventura parigina sarà quello di sopravvivere, un termine forte che rende bene l'idea del livello di allerta e della mancanza di fiducia nelle condizioni del fiume.
La scelta degli organizzatori di riconfermare la Senna come sede delle gare di fondo, nonostante le ripetute richieste di un cambiamento da parte di atleti e addetti ai lavori, ha dunque riacceso un acceso confronto che rischia di offuscare l'aspetto puramente sportivo della competizione.
Con il calendario che prevede gare dal 4 all'8 agosto, i riflettori sono puntati sulle condizioni meteo e sulla qualità dell'acqua, fattori che potrebbero influenzare in maniera determinante lo svolgimento degli eventi e le performance degli atleti. Per gli azzurri, abituati a competere ai massimi livelli internazionali, la sfida si presenta doppiamente insidiosa: da un lato c'è l'aspetto atletico e tecnico, dall'altro la necessità di preservare la propria integrità fisica in un ambiente che, come dimostrato dagli episodi passati e recenti, non dà sufficienti garanzie.
La Senna, che avrebbe dovuto essere uno dei simboli più affascinanti dei grandi eventi parigini, si conferma invece un problema aperto per il mondo del nuoto, e i prossimi giorni diranno se le misure adottate saranno all'altezza della situazione o se le polemiche destinate a riempire le pagine della cronaca sportiva saranno ancora una volta più forti dello spettacolo in acqua.
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