Putin riapre alle trattative per l’Ucraina mentre elogia Trump: "Uomo coraggioso, vuole la pace"
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Esteri
-
Vladimir Putin, da Minsk dove partecipa al consiglio economico supremo eurasiatico, ha riaperto alla possibilità di un nuovo round negoziale in Turchia, riaccendendo i riflettori su un conflitto che, dopo 1.221 giorni, continua a insanguinare l’Europa. Le sue parole arrivano in un momento in cui l’attenzione internazionale si era spostata sul confronto tra Israele e Iran, lasciando quasi in ombra le offensive russe che, proprio nella notte scorsa, hanno provocato altre cinque vittime civili e oltre venti feriti nella regione di Dnipropetrovsk.
Il presidente russo ha colto l’occasione per strizzare l’occhio a Donald Trump, definendolo «un uomo coraggioso» che «sta cercando sinceramente di arrivare alla pace». Un tono inaspettatamente conciliante, quello di Putin, che ha aggiunto: «Apprezziamo il suo impegno e crediamo che, grazie a lui, le relazioni tra Russia e Stati Uniti possano migliorare». Un messaggio calibrato, che sembra voler sfruttare il riavvicinamento tra Trump e Volodymyr Zelensky, i quali hanno già tenuto tre incontri diretti negli ultimi mesi.
Zelensky, dal canto suo, ha ribadito l’importanza del sostegno americano, affermando che la pace «può essere raggiunta solo con la forza, e Trump ce l’ha». Una dichiarazione che stride con l’offerta di Mosca di restituire all’Ucraina i corpi di altri tremila soldati caduti, dopo i seimila già consegnati. Un gesto che, se da un lato potrebbe essere letto come un’apertura umanitaria, dall’altro non nasconde la ferocia di una guerra ancora lontana dall’esaurirsi.




