Chiara Petrolini lascia l'aula alla vista delle foto dei figli
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Interno
-
Durante la seconda udienza, che si è tenuta alla Corte di assise di Parma, il processo a carico di Chiara Petrolini, la 22enne imputata per la morte dei suoi due neonati i cui corpi furono rinvenuti nel giardino di casa a Vignale di Traversetolo lo scorso agosto, ha registrato un momento di forte tensione. L’atmosfera, già carica, è divenuta ancor più opprimente quando è stata mostrata agli attori del processo una delle fotografie, scattate dai sanitari del 118, che ritraeva uno dei due bambini dopo il ritrovamento.
La giovane, la quale si trova attualmente agli arresti domiciliari presso l’abitazione di famiglia, ha reagito a quella visione, chiedendo, attraverso il suo legale, di poter abbandonare immediatamente l’aula. La corte, accogliendo la richiesta difensiva, le ha dunque concesso di allontanarsi, fatto che le ha permesso di fare ritorno al proprio domicilio prima della conclusione della giornata dibattimentale.
Parallelamente alla sua uscita, ha proseguito la propria deposizione il maresciallo dei carabinieri Carlo Salvatore Perri, il primo ad essere intervenuto sul luogo del ritrovamento la scorsa estate. Nel rievocare quei tragici istanti, l’ufficiale – la cui testimonianza è apparsa a molti come decisamente commossa – ha dichiarato di aver immediatamente constatato che quanto rinvenuto non aveva le sembianze di un feto, bensì quelle di “un bambino formato”, una precisazione, la sua, che assume un peso specifico all’interno del contesto accusatorio.




