Il caso Salis e il B

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo
INTERNO Preferisci Informazione.News su Google

Redazione Interno Redazione Interno   -   La vicenda giudiziaria che lega l'eurodeputata Ilaria Salis ai suoi due ex collaboratori, Valentina Dadda e Francois Gelmetti, si arricchisce di un capitolo veneziano destinato a far discutere. Dopo la condanna per licenziamento senza giusta causa e l'ordine di risarcire i due con una somma che sfiora i 300.000 euro, emergono dettagli inediti sulla loro attuale attività lavorativa, che nulla ha a che fare con gli uffici parlamentari di Strasburgo o Bruxelles.

I due, infatti, risultano essere i gestori di Ca' Dadda, un palazzo storico affacciato sul Canal Grande, a due passi dal Ponte di Rialto e dirimpetto all'antica Erbaria, trasformato in una struttura ricettiva di altissimo profilo.

La causa e il risarcimento da 300 mila euro

La vertenza tra Salis e i suoi assistenti si è conclusa con una pronuncia sfavorevole all'eurodeputata, che ora dovrà corrispondere loro quanto avrebbero percepito fino alla scadenza naturale del contratto, prevista per il 2029. La cifra, pari a circa 300.000 euro, rappresenta l'indennizzo per la perdita di quella che sarebbe stata la loro remunerazione come collaboratori parlamentari, un importo che la stessa Salis aveva commentato dichiarando di non volerli lasciare senza sostentamento.

Tuttavia, la scoperta della loro attività imprenditoriale a Venezia ha spostato l'attenzione sul tenore di vita e sulle disponibilità economiche dei due, sollevando interrogativi sulla reale portata del danno subito e sulla loro effettiva situazione lavorativa post-licenziamento.

Ca' Dadda, un palazzo sul Canal Grande con quattro locazioni turistiche

La struttura al centro della cronaca è Ca' Dadda, un edificio di pregio che ospita al suo interno ben quattro distinte locazioni turistiche, tutte con affaccio diretto sul suggestivo profilo del Canal Grande. La posizione è tra le più ambite della città lagunare, a pochi metri dal mercato di Rialto, il che spiega i prezzi praticati per i soggiorni.

La gestione dell'intera proprietà, che viene promossa non solo per l'accoglienza turistica ma anche per l'organizzazione di eventi esclusivi e cerimonie private, è affidata proprio a Dadda e Gelmetti, che ne curano l'amministrazione e l'operatività quotidiana.

I costi proibitivi per un weekend a Ferragosto

L'esperienza di soggiorno a Ca' Dadda è riservata a una clientela decisamente facoltosa, come dimostrano le tariffe applicate nei periodi di maggiore afflusso turistico. Per il weekend di Ferragosto, che quest'anno cade tra il 13 e il 15 agosto, il costo per due persone con pernottamento per due notti è di 3.880 euro, mentre se si sceglie lo stesso periodo nel mese di ottobre la cifra sale ulteriormente arrivando a 4.080 euro.

Questi dati, emersi dalle piattaforme di prenotazione e dai siti dedicati alla struttura, dipingono un quadro economico molto distante da quello che si potrebbe associare a due lavoratori che hanno appena ottenuto un risarcimento per un licenziamento, e che secondo le dichiarazioni pubbliche della loro ex datrice di lavoro avrebbero potuto versare in difficoltà economiche.

Le dichiarazioni e i risvolti giudiziari aperti

Le parole pronunciate in precedenza da Ilaria Salis, secondo cui non avrebbe abbandonato i due collaboratori al loro destino, assumono oggi una luce diversa alla luce della scoperta della loro attività imprenditoriale veneziana. Se da un lato la sentenza del tribunale ha riconosciuto il diritto dei due a ricevere il risarcimento, dall'altro la loro condizione di gestori di una dimora di lusso solleva inevitabili domande sulla natura del rapporto di lavoro e sulle motivazioni che hanno portato al licenziamento dello scorso febbraio.

La lettera di licenziamento, arrivata a inizio 2026, ha innescato una reazione a catena che ha portato i due ex assistenti a vincere la causa, ma ora il caso si intreccia con la gestione di un patrimonio immobiliare di notevole valore situato nel cuore di Venezia, un elemento che potrebbe avere rilevanza anche in eventuali sviluppi o chiarimenti processuali.

La vicenda, insomma, non si esaurisce con la condanna economica, ma apre scenari complessi che intrecciano il diritto del lavoro, la gestione del patrimonio personale e la trasparenza delle attività svolte da chi ricopre o ha ricoperto ruoli di collaborazione con esponenti politici europei. Resta da capire se la controparte intraprenderà ulteriori azioni legali alla luce di queste nuove informazioni, mentre l'attenzione rimane focalizzata sui dettagli di una storia che mescola cronaca giudiziaria e cronaca rosa veneziana.

Puoi riutilizzare questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.