Bloccati nel buio, l'incubo in galleria del treno Italo: dopo sette ore di panne i passeggeri costretti ai bisogni sui binari

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Un viaggio che doveva concludersi in serata e si è trasformato, invece, in una notte di disagio e claustrofobia per quasi cinquecento persone. Partiti da Roma Termini nel tardo pomeriggio sull'Italo AV8920, diretto in Veneto, i passeggeri si sono visti presto costretti a una sosta forzata, non prevista da alcun orario, all'interno di una galleria. Il treno, come ha raccontato chi c'era, si è fermato per un guasto tecnico, lasciando i vagoni al buio e senza climatizzazione, in una condizione di progressiva sofferenza che si è protratta per sette lunghe ore. La mancanza di informazioni chiare da parte del personale, insieme all'esaurimento delle scorte d'acqua e all'impossibilità di utilizzare i servizi igienici, ha creato una situazione insostenibile, la quale ha spinto molti, alla fine, a scendere lungo i binari per necessità fisiologiche, in un'immagine che racconta più di qualsiasi rapporto la gravità dell'accaduto. L'arrivo a destinazione, soltanto all'alba del giorno seguente, ha posto fine a un'esperienza definita "da incubo", chiudendo un viaggio durato oltre tredici ore invece delle poco più di quattro previste.

La richiesta istituzionale di un confronto urgente

Quell'episodio, per quanto eclatante, non rappresenta un caso isolato ma si inserisce in un quadro di crescenti criticità che affliggono il trasporto ferroviario, specialmente in alcune tratte del Centro Italia. A sollecitare un intervento immediato sono ora gli enti locali, con l'Anci Umbria in prima linea. Il presidente Federico Gori e il coordinatore della Consulta Trasporti, Luca Tramini, hanno infatti scritto al ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, chiedendo con urgenza un tavolo di confronto. La richiesta, che ricalca e rafforza quella già avanzata dall'assessore regionale ai Trasporti, Francesco De Rebotti, punta a portare all'attenzione del Ministero, di Rete Ferroviaria Italiana e di Trenitalia le problematiche sistemiche che compromettono la mobilità, a cominciare dalla fondamentale linea che collega Foligno a Roma, oggetto di ricorrenti ritardi e deviazioni che la rendono di fatto inaffidabile per migliaia di utenti quotidiani.

La Regione Umbria chiede conto dei disservizi

L'assessorato regionale alle Infrastrutture, nello specifico, ha formalmente sollecitato un incontro urgente con il ministro Salvini e con gli amministratori delegati di Rfi e Trenitalia, Aldo Isi e Gianpiero Strisciuglio. L'obiettivo è discutere senza ulteriori rinvii le "gravi problematiche" che affliggono l'intero sistema ferroviario regionale, portando alla ribalta nazionale una situazione considerata ormai oltre ogni limite di sopportazione. La tratta per la capitale, che per l'Umbria rappresenta un collegamento vitale, è al centro delle lamentele per la sua cronica instabilità, la quale non solo crea disagi ai passeggeri ma finisce per penalizzare l'intero territorio, limitandone la capacità di sviluppo e di connessione con il resto del paese.

Il caso arriva in Parlamento con un'interrogazione

La portata nazionale del problema è stata infine sottolineata dal gesto della deputata Emma Pavanelli del Movimento 5 Stelle, la quale ha deciso di portare la vicenda del treno bloccato in galleria direttamente in Parlamento. Depositando un'interrogazione parlamentare, Pavanelli ha chiesto al Governo chiarimenti urgenti sulle criticità che hanno condotto al maxi-ritardo del primo dicembre, rifiutando l'idea che simili eventi possano essere classificati come semplici "inconvenienti tecnici". Quella notte di disagio, secondo la parlamentare, è il sintomo di un sistema più ampio che mostra segni di cedimento, un'evidenza che richiede risposte concrete e non più elusioni, poiché tocca il diritto fondamentale alla mobilità sicura e dignitosa dei cittadini.

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