Metsola accoglie Carney a Strasburgo: «Nel 1944 i vostri ragazzi ci liberarono dal nazifascismo»

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   STRASBURGO – «Qualche generazione dopo, nel 1944, i vostri ragazzi sono venuti di nuovo in nostro aiuto sbarcando in Normandia insieme a britannici ed americani per liberare l'Europa dal fascismo e dal nazismo. Quel giorno le forze canadesi sono arrivate più lontano di chiunque altro; in alcuni dei momenti più sanguinosi della guerra hanno subito gravi perdite, ma hanno continuato».

Con queste parole, pronunciate davanti al primo ministro canadese Mark Carney, la presidente del Parlamento europeo Roberta Metsola ha rievocato il legame storico tra Ottawa e Bruxelles, nel giorno in cui l'Unione europea ha aperto formalmente la porta a una forma di partnership senza precedenti con il Canada.

Un annuncio a sorpresa durante il discorso sullo Stato dell'Unione

L'invito è arrivato mercoledì 16 settembre dalle parole di Ursula von der Leyen, che nel suo discorso annuale sullo Stato dell'Unione ha proposto di fare del Canada il primo «membro associato» dell'Unione europea, uno status che non esiste nei trattati e che dovrà essere costruito da zero.

«Vogliamo elevare le relazioni con il Canada al più alto livello possibile», ha dichiarato la presidente della Commissione davanti all'emiciclo, annunciando l'intenzione di passare dal Ceta a una «Alleanza per il futuro» che copra commercio, catene di approvvigionamento, materie prime critiche, difesa e sicurezza, spazio e ricerca scientifica. L'annuncio è stato accolto da un lungo applauso dai deputati europei, con Carney presente in aula come ospite d'onore.

Il vertice di Montréal e i contenuti ancora da definire

La road map prevede un vertice Ue-Canada il 29 e 30 ottobre a Montréal, dove i ventisette e Ottawa dovrebbero definire i contorni concreti dell'intesa. Sul tavolo ci sono la formazione di un'alleanza tecnologica, l'integrazione delle basi industriali della difesa e un progetto congiunto nell'Artico, temi che la stessa von der Leyen ha indicato come prioritari.

Resta però da chiarire la natura giuridica dello status: l'articolo 217 del trattato sul funzionamento dell'Ue prevede già accordi di associazione, ma il concetto di «membro associato» non ha precedenti e richiederà l'intesa politica degli Stati membri prima di qualsiasi passo formale.

La reazione di Washington

Da Washington, il presidente Donald Trump ha reagito con durezza all'ipotesi di un avvicinamento tra Bruxelles e Ottawa. «Se sarà una buona intenzione, va bene. Se sarà una cattiva intenzione, imporremo dazi molto pesanti all'Europa», ha dichiarato ai giornalisti, definendo «ridicola» la prospettiva di un Canada associato all'Ue e descrivendo il vicino nordamericano come un «pessimo partner commerciale».

Trump ha anche ventilato la possibilità di interrompere gli scambi commerciali con l'Europa in «molte cose», qualora l'iniziativa fosse interpretata come un atto ostile.

Il peso economico del Ceta e il nodo della ratifica

Il quadro in cui si inserisce la nuova intesa è quello del Ceta, l'accordo di libero scambio entrato in vigore il 21 settembre 2017 e mai ratificato in via definitiva da tutti i parlamenti nazionali dell'Ue. Da allora l'interscambio tra le due sponde dell'Atlantico ha superato i 130 miliardi di euro, con un incremento del 50 per cento in un decennio, ma l'Ue rappresenta ancora solo l'8 per cento delle esportazioni canadesi contro oltre il 70 per cento assorbito dagli Stati Uniti.

È proprio la dipendenza dal mercato americano che ha spinto Carney, dopo la rottura dei negoziati sui dazi con Washington dello scorso agosto, a cercare in Europa un contrappeso economico e strategico.

Le risorse critiche al centro della partita

Dietro l'annuncio politico si cela una posta economica rilevante. L'Unione europea importa il 98 per cento delle terre rare e il 93 per cento del magnesio dalla Cina, e il Canada dispone di riserve significative di uranio, litio, cobalto, nichel e grafite naturale, oltre a essere il secondo produttore mondiale di uranio grazie alla Saskatchewan. L'obiettivo dichiarato è diversificare le fonti di approvvigionamento e ridurre la dipendenza da fornitori autoritari, in un contesto di crescente competizione geopolitica sulle catene del valore tecnologico.

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