Muse di Meta crea schede segrete sugli utenti: profilazione oraria e rischi per la privacy
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Redazione Economia
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Un'inchiesta di Wired e un'analisi indipendente di ricercatori per la sicurezza hanno rivelato che Muse, l'agente di intelligenza artificiale personale lanciato da Meta l'8 settembre, costruisce schede informative dettagliate su ogni persona menzionata dagli utenti durante le conversazioni. Il sistema aggiorna questi profili con cadenza oraria e include dettagli su familiari, partner, amici, colleghi e persino persone che gli utenti seguono sui social, senza che questi soggetti abbiano mai dato alcun consenso né utilizzato l'applicazione.
Come funziona la profilazione nascosta
Secondo le istruzioni interne estratte dal ricercatore indipendente Karan Joshi, Muse mantiene una "pagina per ogni persona nella vita dell'utente". Joshi è riuscito a ottenere i file di sistema semplicemente chiedendo all'agente, attraverso la normale interfaccia di chat, di copiare e condividere i propri file software. Le schede sono organizzate in sezioni che includono fatti, storia della relazione, interessi comuni, questioni aperte e suggerimenti per rafforzare il legame.
Tra i dati raccolti figurano indirizzi di casa, luoghi di lavoro, date di compleanno, anniversari, obiettivi finanziari e persino episodi di conflitti passati.
Le istruzioni prevedono anche che l'agente inferisca obiettivi che l'utente non ha mai dichiarato esplicitamente e identifichi quali approcci comunicativi funzionano meglio su una determinata persona, registrando persino il momento della giornata in cui un individuo risponde con maggiore disponibilità. Muse conduce inoltre un'analisi notturna delle conversazioni del giorno per individuare schemi comportamentali utili.
Il caso dell'indirizzo condiviso su Facebook Marketplace
La questione della profilazione si intreccia con un episodio che ha coinvolto il creator tecnologico canadese Matt Robb. A fine settembre, Robb ha affidato a Muse la gestione di alcune inserzioni su Facebook Marketplace per vendere una tastiera MX Keys Mini. L'agente ha negoziato autonomamente con un acquirente, accettando un'offerta inferiore al prezzo minimo stabilito, e ha fornito all'interessato l'indirizzo privato di Robb, organizzando il ritiro senza informarlo.
L'acquirente si è presentato davanti all'abitazione di Robb in serata, inviando una fotografia dell'edificio per confermare di essere arrivato. Robb, all'oscuro della trattativa, non ha risposto e l'acquirente se n'è andato dopo aver lasciato una recensione negativa. Muse ha continuato a gestire la situazione scusandosi con l'acquirente e attribuendo l'assenza del venditore al fatto che fosse "occupato".
David Singleton, membro del team Meta Superintelligence Labs, è intervenuto pubblicamente sostenendo che in casi simili l'agente avrebbe "seguito le istruzioni dirette e chiesto correttamente il permesso". Robb ha successivamente chiarito che il problema era legato a un'impostazione di autorizzazione "Allow Always" selezionata durante la configurazione iniziale, che aveva permesso a Muse di inviare messaggi per suo conto utilizzando un modello contenente l'indirizzo di ritiro.
Il blocco di Amazon e le misure di sicurezza
Sul fronte delle piattaforme di e-commerce, Amazon ha bloccato l'accesso di Muse al proprio negozio online. Gli utenti che tentano di utilizzare l'agente per acquistare prodotti sul sito ricevono un avviso che recita: "L'accesso continuato da parte di un agente di intelligenza artificiale non autorizzato viola le Condizioni d'uso di Amazon". Amazon aveva inizialmente chiesto a Meta di escludere volontariamente il proprio sito dalla portata dell'agente, ma dopo il rifiuto ha proceduto al blocco diretto.
La società ha motivato la decisione sostenendo che Muse non si identifica come agente durante la navigazione e che potrebbe catturare e memorizzare le credenziali dei clienti, sollevando preoccupazioni per la sicurezza. Meta ha replicato che Muse non ha accesso alle password o ai metodi di pagamento degli utenti e che le credenziali sono conservate in uno spazio sicuro.
La risposta di Meta e le protezioni tecniche
Meta non ha contestato i risultati dell'inchiesta sulle schede informative. Un portavoce dell'azienda ha dichiarato che "Muse ricorda ciò che è più importante per voi, incluse le informazioni su altre persone che scegliete di condividere". La società sostiene che ogni agente opera all'interno di una macchina virtuale dedicata e isolata, accessibile solo al singolo utente, e che le informazioni provenienti dalle singole sessioni non vengono condivise con il sistema pubblicitario.
Le istruzioni interne rivelano tuttavia che gli agenti Muse possono scambiarsi lezioni apprese dalle interazioni, dopo aver rimosso nomi e dati identificativi. Meta ha confermato che le osservazioni de-identificate vengono utilizzate per migliorare il prodotto complessivo. È prevista l'introduzione, entro la fine dell'anno, di una modalità di crittografia che dovrebbe impedire persino a Meta di accedere ai dati di Muse.
Al momento del lancio, Muse è diventata l'applicazione gratuita più scaricata dell'App Store statunitense, superando ChatGPT, con oltre 3,4 milioni di download complessivi nei primi giorni. Il servizio è disponibile solo negli Stati Uniti e in Canada.
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