MotoGP, il nuovo format 2027 divide i piloti: due qualifiche e addio warm up

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Il pomeriggio di mercoledì, quando a Mandalika è ormai pomeriggio inoltrato, MotoGP Sports invia una nota alla stampa per annunciare quello che sarà il nuovo format del weekend di gara a partire dal 2027. La sostanza è presto detta: meno tempo in pista per i piloti — quindici minuti in meno il venerdì, dieci in meno il sabato mattina e niente warm up — e l’aggiunta di una sessione di qualifica dedicata esclusivamente alla Sprint.

Il sistema, nel complesso, avvicina la MotoGP al modello della Formula 1, con due griglie di partenza distinte per la gara breve del sabato e per il Gran Premio della domenica.

Come cambia il weekend

Il venerdì si aprirà con la FP1 da 45 minuti, seguita da una FP2 di 30 minuti che non avrà più valore per l’accesso diretto ad alcuna sessione. In coda alla giornata, tutti e 22 i piloti scenderanno in pista per una qualifica Sprint di 15 minuti che determinerà lo schieramento della gara breve del sabato. Il sabato inizierà con una FP3 ridotta a 20 minuti, poi sarà la volta delle qualifiche per il Gran Premio: tutti i piloti affronteranno la Q1, e solo i primi dodici accederanno alla Q2 per giocarsi la pole della domenica.

La Sprint chiuderà la giornata di sabato, con la griglia definita il venerdì pomeriggio. La domenica mattina non ci sarà più il warm up: al suo posto, la pit lane resterà aperta per dieci minuti prima del via, consentendo ai piloti di effettuare alcuni giri di ricognizione e gli ultimi controlli sulla moto.

Bagnaia: «Abbiamo sempre chiesto due qualifiche»

Tra i pochi piloti ad accogliere con favore la novità c’è Francesco Bagnaia. Il torinese, nel giovedì di Mandalika, ha spiegato le ragioni del suo consenso: «Mi piace, penso sia una cosa positiva e ritengo sia un miglioramento. Bisogna aggiungere il Warm-up, a parte questo è un miglioramento. La quantità di tempo in pista sarà la stessa». Bagnaia ha poi aggiunto un passaggio sul merito della riforma: «Per me è sempre stato un limite avere una sola qualifica valida per due gare. Può capitare che tu cada o che tu prenda una bandiera gialla, tante cose. Nella MotoGP di oggi, se non vai tanto più forte, se parti 8° o 12°, è tosta». Il pilota Ducati ha anche rivelato che l’argomento era stato discusso in Safety Commission a Motegi: «Tutti i piloti presenti in Safety Commission in Giappone, ed eravamo in quattro come sempre, eravamo d’accordo sul nuovo format». Sulla presunta pericolosità di una Q1 con 22 piloti in pista contemporaneamente, Bagnaia ha replicato con una considerazione pratica: «Nell’ultimo quarto d’ora delle Pre-qualifiche è già più o meno così. Quindi cambia poco».

Bezzecchi promuove, Acosta e Marquez attaccano

Anche Marco Bezzecchi si è schierato tra i favorevoli. Il pilota Aprilia ha spiegato il suo punto di vista con una motivazione concreta: «Sarà tosto fisicamente, ma è bello avere due qualifiche diverse, perché ogni tanto succede che si possa avere un cattivo venerdì e con due qualifiche differenti non distruggi due gare». Di parere opposto Pedro Acosta, che non ha usato mezzi termini: «Le carriere diventeranno sempre più brevi. Dovremmo togliere sessioni ad alto rischio anziché aggiungerne. Se prendete in esame tutti i piloti in pista quest’anno sono pochissimi quelli che non hanno avuto almeno un infortunio. Invece dal 2027 per due volte saremo tutti e 22 in pista a spingere in Qualifica». Marc Marquez ha rincarato la dose con una riflessione amara sulla condizione dei piloti: «Sarebbe interessante capire quale sia l’obiettivo principale di questo cambiamento, perché per i piloti diventa solo più intenso e più esigente. Già il programma attuale è abbastanza. Ma non siamo noi a decidere. È così e dobbiamo stare zitti».

Il nodo del warm up e il rischio traffico

La cancellazione del warm up domenicale è uno dei punti più contestati. Jack Miller, che nel 2027 passerà al mondiale Superbike, ha espresso la sua contrarietà senza giri di parole: «You need a warm-up. Queste moto non sono una Moto2 o una Moto3. We’re not in a car, this is the most physical, demanding motorsport there is».

Anche Luca Marini, pur accogliendo con interesse le due qualifiche, ha definito la perdita del warm up «a pity», sottolineando che la sessione domenicale è particolarmente utile per chi cambia moto o squadra, come nel suo caso in vista del passaggio al team Tech3 KTM. Il rischio traffico, con 22 piloti in pista in sessioni di qualifica da 15 minuti, è un’altra questione sul tavolo: Marini ha ammesso che i commissari FIM potrebbero avere «più lavoro» da svolgere per gestire le penalità legate agli impeding.

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