Marquez sul format 2027: «O accetti o vai via. Acosta ha ragione, accorcerà le carriere»

Marquez sul format 2027: «O accetti o vai via. Acosta ha ragione, accorcerà le carriere»
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Redazione Sport Redazione Sport   -   Il futuro della MotoGP è già scritto, e non tutti lo gradiscono. A partire dal 2027, i weekend di gara cambieranno volto: la Grand Prix Commission ha ufficializzato l'introduzione di due sessioni di qualifica separate, una dedicata alla Sprint del sabato e una per il Gran Premio della domenica, con griglie di partenza distinte. Una rivoluzione che ha acceso il dibattito tra i piloti già alla vigilia del Gran Premio d'Indonesia a Mandalika.

La nuova architettura del weekend

Il venerdì si articolerà in tre momenti: una prima sessione di prove libere da 45 minuti, seguita da una FP2 da 30 minuti che non sarà più valida per l'accesso diretto a nessuna sessione successiva, e infine una Qualifica Sprint da 15 minuti riservata a tutti i piloti, che determinerà esclusivamente lo schieramento della gara breve del sabato. Il sabato si aprirà con una FP3 da 20 minuti, poi tutti i piloti affronteranno la Q1 da 15 minuti, e i migliori dodici accederanno alla Q2 per giocarsi la pole position del Gran Premio.

La domenica mattina non prevede più il warm-up: al suo posto, la pit lane resterà aperta per dieci minuti prima del via, consentendo ai piloti di effettuare giri di ricognizione e verificare le condizioni della pista.

Le voci critiche dalla conferenza di Mandalika

Marc Marquez non ha nascosto il proprio scetticismo. «Sarebbe interessante capire quale sia l'obiettivo principale di questo cambiamento, perché per i piloti diventa solo più intenso e più esigente», ha dichiarato il pilota della Ducati, aggiungendo che le decisioni sfuggono completamente al controllo di chi scende in pista: «Decidono il team e gli organizzatori. O accetti o te ne vai, questo è».

Interrogato sulle preoccupazioni espresse da Pedro Acosta circa l'impatto del nuovo format sulla longevità delle carriere, il nove volte iridato ha concordato senza riserve: «Ha assolutamente ragione. La mia carriera è quasi finita, ma ha ragione, è vero».

Sulla stessa linea Jorge Martin, che ha sottolineato come il nuovo programma aumenterà i momenti di rischio: «Dovremo adattarci e controllare un po' di più i rischi, perché ci saranno tanti momenti in cui dovremo attaccare. E ci sarà grande rischio in quelle occasioni». Il pilota Aprilia ha poi puntato il dito contro la mancanza di dialogo tra organizzatori e piloti: «Ho la sensazione che non ci chiedano nemmeno un parere. Sarebbe bello se l'organizzazione mostrasse un po' di interesse per i piloti».

Chi invece promuove la doppia qualifica

Non tutte le reazioni sono state negative. Marco Bezzecchi ha accolto con favore la separazione delle qualifiche, evidenziandone un vantaggio concreto: «A me piace, lo giudico positivo. Tosto fisicamente, molto impegnativo, ma bello avere due qualifiche, perché a volte può succedere che hai un brutto venerdì e rischi di distruggere due gare mentre dal prossimo anno non sarà più così». Il pilota Aprilia ha anche invitato a considerare il cambiamento nell'ottica complessiva dello spettacolo: «In my opinion, it's all for the good of our sport. So we need to try to understand this and accept it».

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