Acosta e quel grip imbattibile di Marquez: «Sapevo che oggi sarei arrivato secondo»

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Redazione Sport Redazione Sport   -   La consapevolezza, a volte, arriva in meno tempo di quanto ci si impieghi a percorrere una manciata di curve. Pedro Acosta, partito dalla seconda casella della griglia di partenza nel Gran Premio d’Ungheria, ha ammesso senza troppi giri di parole di aver compreso l’andamento della Sprint già durante il primo giro, quando il divario tecnico – più che quello cronometrico – lo ha costretto a rivedere le proprie ambizioni.

Il giovane talento spagnolo del team KTM, osservando l’aderenza mostrata dalla Ducati del campione del mondo in carica in uscita dalla curva 4, ha capito che la vittoria era ormai irraggiungibile: «Vedendo il grip che aveva Marc – ha spiegato ai media al termine della gara –, era più che evidente che questa fosse una corsa per il secondo posto». Un verdetto, quello del tracciato magiaro, che ha trasformato la sfida in un solitario testa a testa durato lo spazio di poche staccate, prima che Marquez imprimesse il suo ritmo inesorabile verso la bandiera a scacchi.

Un sabato perfetto per Marquez, tra pole e dominio solitario

La giornata di Marc Marquez sul circuito di Balaton Park non avrebbe potuto concludersi in maniera più convincente, specialmente se si considera il clima di incertezza che aleggiava attorno alle sue condizioni fisiche. A un mese esatto da un doppio intervento chirurgico – che includeva un delicato intervento alla spalla destra – il pilota della Ducati Lenovo ha spazzato via ogni dubbio residuo: prima conquistando la pole position al mattino con un giro secco perfetto, e poi dominando la gara corta del pomeriggio senza mai cedere il comando.

Partito dalla prima piazza, lo spagnolo ha operato una piccola fuga dopo poche tornate, gestendo un vantaggio che ha presto toccato i due secondi su Acosta, il quale, a sua volta, si è trovato costretto a guardarsi le spalle dagli attacchi di Marco Bezzecchi anziché tentare un’inutile rimonta. La definizione di sprint «statica», coniata dallo stesso Acosta, calza a pennello per descrivere una gara in cui le posizioni di vertice si sono cristallizzate già dopo i primi chilometri, senza particolari sussulti emozionali.

Il rammarico di Acosta e il divario tecnico con la Ducati

Nonostante la soddisfazione per l’ennesimo podio – un risultato che mantiene il pilota di Murcia nelle posizioni che contano della classifica – non manca, nelle parole del portacolori KTM, quel pizzico di frustrazione che deriva dalla consapevolezza di non poter lottare alla pari con l’arma del rivale. Acosta ha analizzato con lucidità i punti deboli della sua RC16, ammettendo che la crescita della sua moto nel fine settimana non è stata sufficiente per impensierire la Ducati GP26 di Marquez: «In generale – ha dichiarato – sappiamo di non essere al livello della Ducati ora. manca molto grip, e la capacità di curvare di più nelle pieghe veloci come la 7 e la 8». L’analisi del gap si è spinta ancor più nel dettaglio quando il pilota ha osservato l’accelerazione del rivale, trovando lì il punto di svolta della contesa.

Acosta, tuttavia, ha respinto con una certa ironia l’ipotesi che la sua condizione sarebbe disperata, rispondendo a chi gli chiedeva se fosse «fortunato a non avere una Ducati» con un secco: «Non siamo messi così male», lasciando intendere che, nonostante la supremazia odierna del campione del mondo, il margine di miglioramento per la sua squadra esiste ed è tangibile.

La sfida nella sfida e il terzo gradino di Bezzecchi

Mentre il vertice della classifica sembrava già scritto dopo poche curve, il cuore pulsante della gara si è spostato sulla lotta per il podio alle spalle del duo spagnolo. A beneficiare di questo accanimento è stato Marco Bezzecchi, il pilota romagnolo che, grazie a una partenza fulminante dalla sesta piazza, si è issato subito al terzo posto respingendo gli assalti iniziali di Fermin Aldeguer.

L’errore di quest’ultimo, che ha perso terreno prezioso nelle fasi centrali della Sprint, ha permesso a Bezzecchi di amministrare il margine su Raul Fernandez senza particolari patemi, consolidando così un piazzamento pesante in ottica campionato. Il vantaggio del pilota Aprilia in classifica generale, proprio grazie a questo risultato, si è infatti leggermente dilatato su inseguitori quali Jorge Martin.

Per Acosta, tuttavia, l’analisi delle performance dei compagni di marca – alcuni dei quali, come Brad Binder e Maverick Viñales, hanno concluso ben lontani dalla zona punti – rappresenta già un tassello su cui lavorare in vista della gara lunga di domenica, dove la variabile della gestione gomme e della resistenza fisica potrebbe ribaltare le gerarchie viste nella corsa breve.

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