Da Marquez e Acosta a Martin: promossi e bocciati del GP Ungheria

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Il circuito del Balaton Park, che aveva sollevato piú di una perplessitá tra i piloti per le sue caratteristiche atipiche e per la conformazione del tracciato, si é rivelato invece il palcoscenico ideale per uno dei fine settimana piú iconici della stagione. Se il venerdí aveva lasciato intravedere il potenziale di Pedro Acosta, il cui passo era sembrato imprendibile nelle libere, é stato poi Marc Marquez a dettare legge quando contava veramente.

Lo spagnolo, tornato a competere ai massimi livelli dopo le doppie operazioni chirurgiche subite a maggio, ha firmato una prestazione da manuale: pole position, vittoria nella Sprint e successo nella gara lunga, un trionfo che porta la sua firma indelebile e che vale la centesima affermazione in carriera. Un risultato, quest'ultimo, che interrompe un digiuno nelle gare domenicale lungo 266 giorni, un periodo durante il quale i dubbi sulle sue condizioni fisiche e sul suo futuro avevano spesso messo in ombra il suo straordinario talento.

Il duello e la gestione di Acosta

Alle spalle del campione del mondo in carica, a completare un podio di assoluto prestigio, troviamo Pedro Acosta e Francesco Bagnaia, rispettivamente secondo e terzo. Lo "Squalo di Mazarron", dopo aver dominato il venerdí, ha dovuto fare i conti con la sostanziale superioritá della Ducati in termini di accelerazione, ma la sua prova é stata comunque esaltante.

Lottando ruota a ruota con Marquez, il giovane talento della Ktm ha dimostrato ancora una volta di possedere una maturitá agonistica rara per la sua etá, anche se la sua RC16 continua a soffrire di un'instabilitá cronaca che ne limita la costanza prestazionale sul passo gara. Nonostante la beffa finale, Acosta raccoglie un 9 e mezzo pieno, avendo spinto il fuoriclasse spagnolo al limite per quasi tutta la durata del Gran Premio, prima che la differenza di potenza e la gestione chirurgica delle gomme da parte di Marquez facessero pendere l'ago della bilancia dalla sua parte.

La sciagura di Martin e lo "strike" al via

Se la parte alta della classifica esalta i favori del pronostico, il fondo della graduatoria e le prime curve della gara parlano un linguaggio ben diverso, quello dell'errore umano. Jorge Martin, artefice inconsapevole ma indiscusso del caos, ha trasformato la partenza in un'autentica ecatombe. Alla prima staccata, il pilota Aprilia ha perso il controllo della sua RS-GP, innescando un effetto domino che ha travolto il compagno di squadra e leader del mondiale Marco Bezzecchi, Raul Fernandez e il rookie Fermin Aldeguer.

Un incidente, questo, che avrebbe potuto avere conseguenze ben piú gravi se non fosse stato per la sorte benigna che ha voluto che per tutti i coinvolti si risolvesse solo in brutte contusioni e nessuna frattura. Per Martin, la cui azione é stata giudicata dai commissari come "comportamento che mette in pericolo piú piloti", il conto é salato: doppio Long Lap Penalty che dovrá scontare nel prossimo appuntamento in Repubblica Ceca.

Una bocciatura pesantissima che getta un'ombra sulla gestione della prima curva da parte di chi, per esperienza e valore, dovrebbe invece dettare l'esempio.

Analisi dell'incidente e conseguenze in classifica

L'analisi dei replay ha evidenziato come Martin abbia tentato un inserimento al limite all'interno del gruppo, forzando una traiettoria che non lasciava spazio alla manovra, causando un contatto che ha spazzato via mezzo schieramento. Oltre ai piloti giá menzionati, anche Fabio Di Giannantonio é rimasto invischiato nel massacro, seppur sia stato l'unico a potersi rialzare e a ripartire, sebbene ormai relegato nelle retrovie senza possibilitá di recupero.

Fortunatamente, dopo i controlli medici effettuati al centro clinico del Balaton Park, sia per Martin che per Bezzecchi sono arrivate rassicurazioni totali: il primo riporta contusioni diffuse alla schiena e al piede destro, mentre il secondo ha rimediato forti contusioni alla gamba e alla mano destra.

Un verdetto che, se da un lato lascia tranquilli per l'incolumitá dei piloti, non cancella il danno matematico in classifica: Bezzecchi resta saldamente al comando con 180 punti, ma Martin vede ridotto il suo vantaggio sugli inseguitori e Marquez, grazie a questi 25 punti pesanti, si riavvicina pericolosamente alla vetta della classifica.

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