Sandokan, la seconda puntata sfida il record di ascolti. Can Yaman, dalla toga alla giungla
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Redazione Cultura e Spettacolo
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La Tigre della Malesia torna a ruggire sullo schermo. Dopo un esordio trionfale, che ha conquistato oltre cinque milioni e settecentomila spettatori, Sandokan con Can Yaman approda stasera, lunedì 8 dicembre, alla sua seconda puntata su Rai 1 e RaiPlay. Il doppio episodio, in onda come di consueto a partire dalle 21:30, rappresenta una prova decisiva per la serie, chiamata a confermare un interesse che, fin dal primo istante, ha superato ogni più rosea aspettativa. Il kolossal, che rilegge l'opera di Emilio Salgari con un respiro internazionale e una cura visiva moderna, entra ora nel vivo della narrazione, sviluppando quelle tensioni che, nella scorsa settimana, erano state solo abbozzate. I personaggi, tra cui spicca un Sandokan interpretato con carisma fisico dall’attore turco, si troveranno infatti ad agire in uno scenario coloniale sempre più instabile, mentre le loro alleanze e i loro scopi iniziano a mostrare le prime, inevitabili incrinature.
Il percorso personale di un protagonista
Alle spalle del successo planetario di Can Yaman, che oggi incarna uno degli eroi più iconici della letteratura d’avventura italiana, si cela una scelta di vita radicale e, all’epoca, non scontata. Laureato in giurisprudenza e con un impiego già avviato in un prestigioso studio legale internazionale, l’attore decise nel 2014 di abbandonare la prospettiva della toga per tentare la carriera nelle serie televisive. Una svolta che, come spesso accade per le scelte coraggiose, non fu inizialmente compresa appieno dai genitori, Güldem e Güven. La diffidenza di allora, però, si è trasformata in un orgoglio palpabile, testimoniato dai social network dove la madre ha voluto celebrare l’imminente uscita globale della serie, frutto di un lavoro durato cinque anni. Un supporto familiare che, seppur arrivato a cose fatte, sembra oggi costituire un solido punto di riferimento per l’attore, nonostante gli impegni di lavoro gli lascino poco tempo da dedicare ai propri cari.
La struttura narrativa e gli sviluppi imminenti
La serie, strutturata in puntate da due episodi ciascuna, non si ferma con il doppio appuntamento di questa sera. Già da ora, infatti, si guarda al prossimo lunedì, 15 dicembre, quando andrà in onda la terza puntata. I due episodi che la compongono, intitolati "Il cuore della giungla" e "Nel buio", promettono di approfondire ulteriormente il conflitto tra i predoni della Malesia e le forze coloniali, spingendo i personaggi in situazioni di crescente pericolo e di esplorazione interiore. La produzione, che ha puntato tutto su un cast variegato e su ambientazioni di ampio respiro, sembra dunque voler mantenere un ritmo serrato, alternando sequenze d’azione a momenti di caratterizzazione più intima, nella speranza di conservare quel largo consenso che ha caratterizzato la prima serata.
Un fenomeno che travalica i confini
L’ambizione del progetto, del resto, non è confinata al solo mercato italiano. La trasmissione contemporanea in numerosi paesi del mondo, sottolineata anche dalla famiglia di Yaman, indica chiaramente come Sandokan sia pensato per un pubblico globale, capace di apprezzare un’avventura classica riproposta con linguaggi contemporanei. La scelta di un attore di fama internazionale come protagonista rientra in questa strategia, così come l’attenzione visiva dedicata ai paesaggi e alle ambientazioni. Resta da vedere, ora, se l’intreccio narrativo saprà tenere fede a queste premesse, sviluppando una trama solida che vada oltre il fascino del protagonista e la spettacolarità delle immagini, per radicarsi in quelle tematiche – la libertà, la ribellione, il conflitto tra culture – che resero immortale il personaggio creato dalla penna di Salgari.




