Curtis vola nei 50 sl, Del Signore rimonta Ceccon: gli Assoluti di Riccione regalano finali da urlo

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Redazione Sport Redazione Sport   -   La quarta giornata dei Campionati Italiani Assoluti primaverili Unipol 2026, andata in scena al termine del pomeriggio di ieri a Riccione, ha consegnato una serie di prestazioni che portano già la chiara firma in vista degli appuntamenti estivi. Se la manifestazione rappresenta da sempre un banco di prova cruciale, le gare di ieri – complice una vasca dello Stadio del Nuoto trasformata in un autentico teatro di emozioni – hanno assunto i contorni di una vera e propria dichiarazione d’intenti da parte delle punte di diamante azzurre. A catalizzare l’attenzione del pubblico, riempitosi sugli spalti nonostante la giornata lavorativa, è stata ancora una volta la giovanissima Sara Curtis, la quale ha completato il suo personale tris d’assi nei 50 stile libero, ma la sorpresa più gustosa è arrivata dalla vasca maschile dove Daniele Del Signore ha orchestrato una rimonta da manuale ai danni del campione olimpico Thomas Ceccon.

La scia di Curtis: tris d’oro e record sfiorato

Sara Curtis, diciannovenne piemontese con un presente già radioso e un futuro da predestinata, ha confermato di navigare in uno stato di grazia pressoché perfetto. Dopo aver già messo in bacheca i titoli nei 100 stile libero e nei 50 dorso, la nuotatrice che si allena negli Stati Uniti (seguita qui a Riccione da Thomas Maggiora) ha letteralmente dominato la finale dei 50 metri a stile libero. Il crono di **24”31**, pur fermandosi a due soli centesimi dal nuovo record italiano di **24”29** da lei stessa siglato in mattinata, rappresenta un segnale fortissimo lanciato alle sprinter europee in chiave futura.

La gara della Curtis, se vogliamo analizzarla con il bisturi, non è stata perfetta nello stacco iniziale – un dettaglio tecnico che solitamente le regge la frazione – ma ha rivelato una progressione muscolare e una tenuta della velocità semplicemente impressionanti. Questa piccola imperfezione nei blocchi, lungi dall’essere un difetto, lascia anzi intendere che il muro dei 24 secondi bassi sia ampiamente valicabile con una partenza più pulita. Alle sue spalle, a testimoniare la profondità del reparto velocistico italiano, si è piazzata la capitana azzurra Silvia Di Pietro, che alla veneranda età (per il nuoto) di 33 anni continua a nuotare su ritmi stratosferici fermando il crono in 24”37, strappando così il pass per Parigi. “Sono felicissima – ha raccontato la Curtis a fine gara – perché sono riuscita a trasformare le emozioni contrastanti dei 100 in una bella gara”. Un’uscita pubblica, questa, che rivela una maturità psicologica notevole per un’atleta così giovane.

Borrelli e D’Ambrosio: numeri da manuale del mezzofondo

Mentre la Curtis faceva sfrecciare la velocità, in altre corsie si scrivevano pagine di spessore tecnico altrettanto elevato. Paola Borrelli, nei 200 metri farfalla, ha offerto una prova maiuscula siglando il tempo di **2’07”47**. Un crono, questo, che non solo vale il titolo tricolore e la qualificazione agli Europei, ma rappresenta anche la migliore prestazione italiana di sempre con costume in tessuto, cancellando di due centesimi il vecchio limite di Alessia Polieri (2’07”49). La millesei di Mediglia, che si allena sotto la guida di Riccardo Bianchessi, ha letteralmente dominato la distanza imponendo un ritmo serrato sin dalla prima vasca (28.00 al primo 50) e gestendo senza mai crollare la terribile terza frazione, quella che solitamente spezza le gambe alle specialiste. Salendo al secondo posto nella classifica italiana all-time (dietro solo alla mitica Caterina Giacchetti), Borrelli ha piazzato un deciso avvertimento alla concorrenza internazionale.

Per quanto riguarda il settore maschile, i riflettori si sono accesi su Carlos D’Ambrosio. Il diciannovenne, già campione mondiale juniores in carica, ha messo il proprio sigillo sui 200 stile libero imponendosi in 1’45”77. Pur non sfiorando il record italiano (1’45”15 che lui stesso possiede), D’Ambrosio ha dimostrato una solidità di fondo e una gestione della gara da veterano, dominando letteralmente le vasche centrali per poi controllare negli ultimi 50 metri il ritorno dei rivali. Una prova di forza che completa il suo percorso di crescita e lo proietta tra i protagonisti certi della distanza in chiave rassegne continentali.

Del Signore beffa Ceccon, Razzetti e Toma sugli scudi

Il clou della tensione e della spettacolarità è però giunto dalla finale dei 200 metri dorso. Qui, l’atteso campione olimpico Thomas Ceccon, partito con il freno a mano tirato con l’intenzione di gestire le energie, si è trovato inspiegabilmente a dettare un ritmo forsennato nei primi cento metri. Una scelta tattica, questa, che si è rivelata un boomerang. Con Ceccon in evidente affanno nella seconda parte della gara, è venuta fuori la splendida rimonta di **Daniele Del Signore**. Passato dalla terza posizione, l’azzurro ha innestato una progressione furiosa nell’ultima vasca, beffando il campione sul tocco e aggiudicandosi il titolo in **1’56”89**.

Ceccon, apparso visibilmente provato al termine della prova, ha chiuso addirittura al terzo posto in 1’57”19, scavalcato anche da Matteo Venini (1’57”00). Un risultato che suona come una piccola battuta d’arresto per il fuoriclasse veneto, il quale in zona mista non ha nascosto una certa amarezza: l’intenzione era quella di partire lento, ma la gara è uscita al contrario. Al netto di questo scivolone, che nel lungo percorso di avvicinamento agli Europei potrebbe rivelarsi un utile campanello d’allarme, la notizia è la splendida prova di Del Signore. Completano il quadro le vittorie di Alberto Razzetti nei 100 farfalla (con il personale di 51”91) e di Federica Toma nei 100 dorso femminili, che confermano la crescita di un movimento capace di esprimere talenti su tutta la linea.

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