Tumore al cervello, cosa sappiamo della malattia di Di Battista

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Un malore improvviso risalente a fine agosto durante un viaggio di lavoro a Cuba, le indagini cliniche immediate e un intervento neurochirurgico d'urgenza. Alessandro Di Battista ha rivelato pubblicamente la diagnosi di tumore al cervello nel corso della trasmissione DiMartedì su La7. L'ex parlamentare del Movimento 5 Stelle ha spiegato di essere stato colto da un edema cerebrale causato dalla massa tumorale mentre si trovava nell'isola caraibica per un reportage giornalistico.

Dopo le cure per ridurre l'edema, ha raccontato, è stato sottoposto a un intervento durante il quale è stato asportato quasi tutto il tumore. Ora dovrà proseguire con le terapie.

Che cos'è un tumore cerebrale e come si manifesta

I tumori cerebrali sono formazioni che si sviluppano all'interno della scatola cranica e possono essere benigni o maligni. La loro sintomatologia varia considerevolmente in base alla localizzazione della massa, poiché aree diverse del cervello controllano funzioni specifiche. Secondo quanto riportato nel Manuale MSD, i sintomi più comuni includono cefalee persistenti che tendono a peggiorare quando si è sdraiati, alterazioni della personalità e dell'umore, perdita dell'equilibrio, difficoltà di concentrazione, convulsioni e goffaggine nei movimenti.

In alcuni casi possono comparire anche nausea, vomito, offuscamento della vista e capogiri. Negli anziani, talvolta, i sintomi legati a un tumore cerebrale possono essere erroneamente interpretati come manifestazioni di demenza, il che rende ancora più importante una diagnosi tempestiva e accurata.

Il ruolo dell'edema cerebrale e le terapie disponibili

L'edema cerebrale rappresenta una complicanza frequente associata alla presenza di una massa tumorale, poiché la crescita del tumore può alterare la circolazione dei fluidi all'interno del cranio e provocare un accumulo di liquido che comprime i tessuti circostanti. La riduzione dell'edema costituisce spesso il primo passo nel percorso terapeutico, poiché consente di stabilizzare le condizioni del paziente e di creare le premesse per un eventuale intervento chirurgico.

Nel caso specifico, i medici cubani hanno somministrato una terapia mirata che ha permesso di ridurre la tumefazione e di procedere con l'operazione. Il trattamento dei tumori cerebrali è generalmente multimodale e comprende la chirurgia, la radioterapia e la chemioterapia. L'asportazione chirurgica, quando praticabile, mira a rimuovere la maggior quantità possibile di tessuto tumorale senza danneggiare le aree cerebrali deputate a funzioni vitali o cognitive.

Nei gliomi, che rappresentano il tipo più comune di tumore cerebrale primitivo, la resezione massima sicura viene seguita da radioterapia e chemioterapia adiuvante.

La prognosi e i fattori che la influenzano

La prognosi dei tumori cerebrali varia sensibilmente in funzione di molteplici fattori, tra cui il tipo istologico della neoplasia, la sua localizzazione, l'età del paziente e le condizioni generali di salute. I dati disponibili indicano che per i gliomi di alto grado la sopravvivenza mediana si aggira intorno ai tredici mesi, mentre per gli astrocitomi anaplastici si attesta su circa ventisei mesi.

Esistono tuttavia elementi che possono migliorare il quadro prognostico: un'età inferiore ai quarantacinque anni, un'intervento iniziale che lascia minimo o nullo residuo tumorale, la presenza di mutazioni del gene IDH1 e la metilazione del promotore MGMT. Per i tumori di grado inferiore, come gli astrocitomi a basso grado e gli oligodendrogliomi, la sopravvivenza mediana può superare i dieci anni nei pazienti con fattori prognostici favorevoli.

Il percorso clinico di Di Battista

Di Battista ha ripercorso le tappe salienti della sua vicenda clinica, dalla diagnosi al ricovero ospedaliero sull'isola caraibica. L'ex esponente politico ha sottolineato come l'operazione sia stata eseguita con precisione nonostante le difficoltà materiali in cui versano le strutture sanitarie cubane, compresa l'assenza di acqua corrente. Ha inoltre riferito di aver ricevuto una telefonata dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni durante il ricovero all'Avana, definendo indegne le polemiche relative a un presunto volo di Stato che non è mai stato preso in considerazione.

Il rientro in Italia è avvenuto il 12 settembre a bordo di un'aeroambulanza, seguita dal ricovero presso il Policlinico Gemelli di Roma, dove i medici hanno confermato la qualità dell'intervento eseguito a Cuba. Le terapie oncologiche proseguiranno nelle prossime settimane, mentre ogni prospettiva di candidatura politica risulta al momento accantonata per concentrarsi sulla ripresa fisica.

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