Villa Verdi, Muti accende i riflettori sull’abbandono: «I governi hanno fatto schifo»

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Chi arriva a Sant’Agata, frazione di Villanova sull’Arda, trova un cancello chiuso e una recinzione crollata in più punti. Dietro c’è Villa Verdi, l’edificio color ocra, sei ettari di parco, la pianura piacentina tutt’intorno e Busseto a pochi minuti di macchina. La dimora dove Giuseppe Verdi visse per circa cinquant’anni con Giuseppina Strepponi e dove compose capolavori come Aida, Otello e Falstaff è chiusa al pubblico dal 2022, dopo una lunga vicenda ereditaria che ha portato all’acquisizione da parte dello Stato alla fine del 2024.

Per richiamare l’attenzione sul recupero della dimora, Riccardo Muti ha voluto il “Notturno”, un incontro musicale organizzato proprio davanti a Villa Verdi. Il maestro ha spiegato il senso dell’iniziativa dal Teatro Verdi di Busseto: «Non è un concerto, ma una riunione di un gruppo di musicisti che si siede davanti alla villa di Verdi e dice al mondo, e soprattutto al nostro: “Vi date una mossa, volete svegliarvi? Questo luogo deve risuonare delle note nate qui”».

Parole dure anche verso il passato: «Finora tutti i governi, che siano di destra, di centro o di sinistra, hanno praticamente fatto schifo. La casa è in abbandono».

La villa, acquisita dallo Stato dopo un lungo contenzioso tra gli eredi, versa in condizioni critiche. I giornali locali raccontano di recinzioni quasi completamente cadute, alberi abbattuti, giardini in stato di abbandono e intonaci esterni macchiati e cadenti. Nel 2025 sono stati completati interventi urgenti per 375mila euro per bloccare le infiltrazioni dal tetto, ma la struttura necessita di lavori ben più profondi.

Il ministro della Cultura Alessandro Giuli, presente alla serata insieme ai colleghi Gianmarco Mazzi (Turismo) e Tommaso Foti (Affari europei), ha annunciato: «Il Ministero della Cultura ha stanziato circa 20 milioni tra acquisizione ed esproprio di Villa Verdi dal settembre 2024, compresi diversi milioni per restauri e rigenerazione dell’edificio e del giardino. Ora, ottenute tutte le controfirme dopo il mio decreto ministeriale, finalmente Villa Verdi comincerà a essere rigenerata completamente».

Muti ha ribadito il valore universale del luogo: «Verdi è il Michelangelo della musica. Vogliamo mettere l’accento sul fatto che questo luogo, la sua casa di Sant’Agata, è un luogo sacro non solo per gli italiani, ma per il mondo e tutto il mondo ci guarda». Il maestro ha poi ricordato il legame profondo tra il compositore e la sua terra: «Sant’Agata è questa terra padana ed è tutto Verdi: in Verdi c’è il compositore e l’agricoltore. La sua musica, la sua personalità, il suo amore per la natura non si possono separare dai suoi campi».

Giuli ha replicato alle critiche rivendicando l’operato dell’esecutivo: «Con il Governo Meloni finalmente c’è un Governo che si occupa di Villa Verdi. Insediatomi il 6 settembre, il 19 avevo già firmato l’acquisto della villa. Esistono tempi ordinari di burocrazia, noi non abbiamo fatto altro che il nostro dovere di fronte a un edificio in condizioni inaccettabili». Quanto alla riapertura, il ministro ha aggiunto: «Il luogo sarà visitabile non appena saranno stati fatti i primi lavori di consolidamento e messa in sicurezza.

Esiste già la possibilità di fare gare e progetto esecutivo. È già tutto pronto per essere messo a cantiere». Muti, dal canto suo, ha riconosciuto la presenza dei tre ministri come «un bel segnale» e ha ringraziato «perché non sapevo che i lavori hanno avuto inizio l’anno scorso, avete iniziato a fare ciò che nessun altro aveva fatto».

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