Meduse nelle stazioni di pompaggio della centrale nucleare di Gravelines in Francia, fermati tre reattori

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Un massiccio afflusso di meduse nelle stazioni di pompaggio dell’acqua di mare ha costretto a fermare tre reattori della centrale nucleare di Gravelines, nel nord della Francia. L’annuncio è di EDF, il gestore dell’impianto, che sul sito spiega cosa è avvenuto. A essere fermati sono stati i reattori numero 2, 3 e 4, mentre la potenza dell’unità di produzione numero 1 è stata ridotta del 50%. Attualmente, secondo quanto comunicato da EDF, soltanto il reattore numero 6 sta funzionando al 100%.

L'invasione di meduse che ha bloccato le pompe di raffreddamento

Il problema, come si legge nella nota del gruppo energetico francese, è legato al funzionamento delle pompe utilizzate per il raffreddamento dei reattori: gli esemplari, trovandosi in concentrazioni anomale nelle acque prospicienti l'impianto, hanno letteralmente ostruito i sistemi di presa. Non si tratta di un episodio isolato, perché la zona costiera del nord della Francia ha registrato negli ultimi anni diversi casi di proliferazione di meduse, dovuti spesso a mutamenti delle correnti e all'innalzamento della temperatura dei mari.

La centrale di Gravelines, che è tra le più grandi d'Europa e costituisce un pilastro della produzione energetica nazionale, si trova a dover fare i conti con una criticità che mette in luce la vulnerabilità di certe infrastrutture critiche di fronte a fenomeni naturali di massa.

L'impatto sulla produzione energetica e le scelte di EDF

La decisione di EDF di fermare tre reattori e ridurre al 50% la produzione di un quarto, mantenendo in funzione solo il sesto, è stata presa per ragioni di sicurezza e per evitare danni più gravi agli impianti. L'incidente è avvenuto lunedì 10 agosto, e da allora gli operatori della centrale stanno lavorando per rimuovere le meduse dalle griglie di filtrazione e ripristinare le condizioni di normale operatività.

La tempistica per il riavvio dei reattori fermi, al momento, non è stata comunicata: tutto dipende dalla rapidità con cui sarà risolta l'ostruzione e dalla persistenza o meno del banco di meduse nelle acque antistanti.

Non è la prima volta che quest'estate il caldo mette sotto pressione il parco nucleare francese: tra giugno e luglio EDF ha dovuto fermare diversi reattori a causa delle temperature elevate, mentre le ondate di calore e la siccità hanno complicato le operazioni di scarico dell'acqua calda nei fiumi, creando un mix di fattori che rende sempre più complessa la gestione dell'energia nucleare in un contesto climatico che cambia rapidamente.

Un problema ricorrente per il parco nucleare francese

Se la presenza di meduse è una minaccia periodica per le centrali costiere, la novità di quest'anno risiede nell'entità del fenomeno e nella concentrazione record che si è abbattuta su Gravelines, costringendo a interventi drastici che hanno ridotto drasticamente la capacità produttiva dell'impianto. Le operazioni di pulizia e manutenzione straordinaria sono state avviate immediatamente, con squadre di tecnici impegnate a rimuovere i residui organici che hanno ostruito le pompe.

Le autorità locali e la stessa EDF hanno ribadito che non ci sono stati rischi per la sicurezza delle persone o per l'integrità degli impianti, ma l’episodio solleva interrogativi sulla resilienza di un sistema energetico che fa ampio affidamento sul nucleare e che si trova sempre più spesso a fronteggiare eventi imprevisti legati all’ambiente marino e alle condizioni meteorologiche estreme.

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