Cop28 e il dibattito sul nucleare: tra rinnovabili e piccoli reattori modulari
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Esteri
-
La bozza finale della Cop28 ha suscitato molte polemiche. Nonostante le aspettative, il documento non prevede un'uscita graduale dall'uso delle energie fossili. Si parla solo di riduzione del consumo e della produzione di carburanti fossili. Questo ha fatto infuriare molti.
Secondo Jan Kowalzig, esperto di Oxfam, anche altri obiettivi, come quello di triplicare le energie rinnovabili e raddoppiare l'efficienza energetica, non sono menzionati come obiettivi, ma solo come possibili misure.
Inoltre, nelle ultime ore del dibattito è tornato il tema del nucleare. La nuova bozza proposta dalla presidenza della Conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici del 2023 esorta le parti ad "accelerare nelle tecnologie a zero e a basse emissioni, comprese, tra le altre, le energie rinnovabili, il nucleare, le tecnologie di abbattimento e rimozione, comprese la cattura, l'utilizzo e lo stoccaggio del carbonio".
Il ministro Pichetto Fratin ha espresso il suo parere a favore del nucleare, ma ha escluso la costruzione di nuove centrali atomiche. Secondo lui, l'opzione migliore sarebbero i "piccoli reattori modulari", una soluzione che però non esiste ancora nel mondo a livello commerciale.




