L'invasione di meduse ferma tre reattori della centrale nucleare di Gravelines: il caldo mette in crisi il sistema francese
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Redazione Esteri
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Un'ondata anomala di esemplari di meduse, una vera e propria marea gelatinosa che si è abbattuta sulle coste del Mare del Nord, ha costretto Électricité de France (EDF), il colosso energetico transalpino, a interrompere l'attività di tre reattori della centrale nucleare di Gravelines, il più grande impianto dell'Europa occidentale per capacità produttiva.
L'episodio, che si è verificato nella giornata di lunedì 10 agosto, ha determinato lo spegnimento automatico delle unità 2, 3 e 4, mentre la potenza erogata dal reattore numero 1 è stata drasticamente ridotta al 50%, lasciando così un solo reattore, sugli otto totali previsti dal sito, a funzionare a pieno regime.
La comunicazione ufficiale, diffusa direttamente dal gruppo guidato da Luc Rémont, ha confermato che l'afflusso massiccio di cnidari ha letteralmente ostruito le pompe di presa dell'acqua di raffreddamento, un elemento essenziale per il corretto funzionamento e la sicurezza degli impianti nucleari, costringendo i tecnici a procedere con lo spegnimento forzato per evitare danni strutturali alle turbine e ai condensatori.
Il precedente e la fragilità del sistema di raffreddamento
Non si tratta, peraltro, di un evento isolato o di una fatalità improvvisa, se si considera che esattamente un anno fa la stessa centrale di Gravelines aveva subito una sorte analoga, quando quattro dei suoi reattori si erano spenti in automatico a causa della medesima problematica legata alla filtrazione dell'acqua marina. In quell'occasione, il riavvio delle unità era stato particolarmente lento e complesso, tanto che l'ultimo reattore era stato ricollegato alla rete elettrica nazionale solo dopo circa dieci giorni di interventi tecnici e verifiche approfondite sulla strumentazione.
La ripetizione di questo scenario nel giro di pochi mesi solleva inevitabili interrogativi sulla vulnerabilità delle infrastrutture critiche francesi, le quali, pur essendo progettate per resistere a condizioni estreme, mostrano il fianco a fenomeni naturali la cui frequenza e intensità sembrano aumentare in maniera significativa, complicando la gestione ordinaria degli stabilimenti costieri.
Il fattore caldo e la pressione estiva sul parco nucleare
A complicare ulteriormente il quadro operativo di EDF, in questa torrida estate che ha portato temperature record e una siccità prolungata in gran parte del territorio europeo, si aggiunge la consueta, e ormai cronica, difficoltà legata alle ondate di calore che mettono a dura prova i reattori nucleari.
Tra giugno e luglio, infatti, la società francese aveva già dovuto fermare diversi reattori in altre località, come sul Rodano e sulla Garonna, per via del surriscaldamento delle acque fluviali utilizzate per il raffreddamento, un problema che riduce l'efficienza termica e costringe a limitare la produzione per non superare le soglie ambientali previste dalla legge.
L'attuale stop forzato a Gravelines, quantificabile in una perdita di potenza pari a circa 3,2 gigawatt, si somma quindi a una situazione già di per sé tesa, con il parco nucleare francese che, da principale fornitore di energia a basso costo per l'intera Europa, rischia di trasformarsi in un anello debole della catena di approvvigionamento elettrica continentale, proprio nei momenti di maggiore richiesta dovuta all'uso massiccio dei condizionatori d'aria e dei sistemi di refrigerazione domestica.
Le implicazioni immediate e la gestione dell'emergenza
Al momento, come accennato, l'unica unità produttiva rimasta in piena attività è il reattore numero 1, mentre gli altri tre sono spenti e il quarto sta funzionando a regime ridotto, una situazione che costringe i tecnici di EDF a monitorare costantemente i filtri e le griglie di aspirazione per evitare ulteriori occlusioni causate dai banchi di meduse che continuano a vagare al largo della costa tra Dunkerque e Calais.
L'operatore nazionale, che gestisce un parco di oltre cinquanta reattori distribuiti sul territorio metropolitano, ha assicurato che le operazioni di pulizia e manutenzione sono già state avviate con tempestività, sebbene le procedure di riavvio richiedano tempi tecnici obbligatori e ispezioni di sicurezza che non possono essere accelerate, pena la messa in pericolo della tenuta dei circuiti primari.
La vicenda, peraltro, riaccende i riflettori sul dibattito, mai sopito in Francia, relativo alla dipendenza dall'energia atomica e alla necessità di diversificare il mix energetico nazionale, anche se, per ora, la priorità resta quella di riportare alla normalità gli impianti di Gravelines, garantendo al contempo la stabilità della rete elettrica in un periodo storicamente critico per i consumi di picco.
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