Timbra il cartellino e va al bar, arrestato il tecnico Asl di Pescia
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Redazione Interno
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Alle otto e trenta del mattino, l’ingresso nell’ospedale di Pescia, il gesto rapido e meccanico di timbrare il cartellino, giusto il tempo di registrare la presenza – un obbligo formale, si sarebbe scoperto, più che l’inizio di una reale giornata lavorativa – e poi via, fuori dalla struttura sanitaria, verso tutt’altre direzioni. Questo il copione, ripetuto per mesi secondo quanto ricostruito dai carabinieri del Nas di Firenze, che hanno messo agli arresti un tecnico di laboratorio cinquantenne, dipendente dell’Asl Toscana Centro. L’uomo, accusato di truffa aggravata ai danni dello Stato e falsa attestazione della propria presenza in servizio, avrebbe trasformato l’orario d’ufficio in una finestra maliziosa di libertà: shopping tra i negozi, commissioni postali, pranzi al ristorante a Buggiano, o più semplicemente il tepore della propria abitazione, situata in un altro comune della provincia di Pistoia.
Le indagini del Nas e i pedinamenti
L’indagine, scattata alla fine di marzo su segnalazione della stessa Asl, ha visto i militari impegnati in un’attività serrata di monitoraggio e pedinamento: gli investigatori hanno documentato, passo dopo passo, gli spostamenti del cinquantenne, incrociando i dati delle timbrature con le rilevazioni sul campo. Ne è emersa una giornata tipo paradossale – il cartellino alle 8.30, l’uscita quasi immediata, ore trascorse tra locali pubblici, esercizi commerciali e la propria macchina parcheggiata in luoghi distanti dall’ospedale – che ha spinto la procura della Repubblica di Pistoia a coordinare l’intervento in flagranza. Nessuna attività sanitaria, nessuna prestazione in laboratorio, nessuna presenza giustificata da motivi di servizio: solo un’assenza sistematica, mascherata dal rito mattutino della marcatura.
La truffa allo Stato e l’arresto in flagranza
Per gli inquirenti, non si tratta di semplice assenteismo bensì di truffa ai danni dello Stato: il dipendente, percependo regolarmente lo stipendio pur essendo di fatto assente per gran parte dell’orario contrattuale, avrebbe alterato il meccanismo di attestazione della propria presenza. I carabinieri del Nas, dopo aver accumulato un dossier dettagliato, hanno proceduto all’arresto in flagranza di reato – un passaggio reso possibile dal fatto che le condotte illecite erano ancora in corso al momento dell’intervento. L’uomo, tecnico di laboratorio con cinquant’anni alle spalle, è stato così condotto in caserma a disposizione dell’autorità giudiziaria, che dovrà ora valutare le evidenze raccolte.
La segnalazione interna e il ruolo dell’Asl
A innescare l’intervento dei militari è stata proprio la stessa azienda sanitaria locale: l’Asl Toscana Centro, attraverso propri canali interni di controllo, aveva rilevato anomalie nelle presenze del cinquantenne e aveva prontamente allertato il Nas di Firenze. Le indagini successive – pedinamenti, verifiche incrociate, osservazioni dirette – hanno confermato il quadro indiziario, trasformando un sospetto amministrativo in un caso giudiziario. Nessun clamore, nessuna dichiarazione ufficiale di rilievo da parte dei vertici dell’azienda, che si sono limitati a fornire la necessaria collaborazione agli inquirenti. L’arresto, eseguito senza particolari incidenti, chiude una prima fase dell’inchiesta, mentre resta ora nelle mani della procura di Pistoia l’approfondimento su eventuali complicità o analoghe condotte all’interno della struttura di Pescia.




