Santanchè timbra il cartellino, vado avanti. E spiazza Meloni

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Alla fine di un consiglio dei ministri lampo, durato appena venti minuti, i ministri Casellati e Pichetto Fratin hanno garantito che «del caso Santanchè non si è parlato neppure informalmente». Stavolta non è reticenza. L’oggetto della eventuale discussione, la ministra del Turismo, era presente: ovvio che non si sia parlato delle sue dimissioni. Il problema è che i fatti parlano da soli. Subito prima della riunione, Daniela Santanchè ha pubblicato su Instagram un video in cui annuncia un nuovo bando per le aree di sosta e commenta con un giulivo: «Si va avanti».

Meloni e Santanchè a Palazzo Chigi, ma il caso resta fuori dal Consiglio. Venti minuti per un Consiglio dei ministri lampo, in cui le dimissioni di Daniela Santanchè non erano all’ordine del giorno. E dunque, non se ne è parlato. La responsabile del Turismo è arrivata puntuale a Palazzo Chigi e la sua presenza non era in dubbio. Semmai, lo era quella di Giorgia Meloni, data la natura tecnica del Cdm. E invece, c’erano tutte e due. Ma appunto, nessun riferimento alle possibili dimissioni della ministra del Turismo dopo il rinvio a giudizio sulle comunicazioni sociali della sua (ex) società Visibilia.

Meloni-Santanchè, gelo a palazzo Chigi: “Decida cosa fare”. Saluti e abbracci dalle ministre forziste, da Anna Maria Bernini a Elisabetta Casellati. Teste basse, silenzio dai colleghi di FdI, tranne Edmondo Cirielli, viceministro agli Esteri, che la incrocia in ascensore. Soprattutto, gelo da Giorgia Meloni. Daniela Santanchè alle cinque e mezza di pomeriggio, una settimana esatta dopo il rinvio a giudizio per falso in bilancio che fa traballare la sua posizione, ha deciso di non dimettersi. Fino a che non glielo chiederà Giorgia Meloni, Daniela Santanchè non ci pensa proprio a dimettersi da ministra del Turismo, dopo il rinvio a giudizio per falso in bilancio. Come invece ha chiesto lei per l’intero arco costituzionale per motivi assai più futili. La richiesta di dimissioni per questo o quell’altro è stato uno dei suoi cavalli di battaglia, ma ora che tocca a lei, la situazione sembra diversa.

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