Meloni e il condorno campano, la mossa che spiazza gli alleati

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Redazione Interno Redazione Interno   -   La mossa di Giorgia Meloni sul condono edilizio, un fulmine a ciel sereno, ha lasciato esterrefatti i suoi stessi alleati di governo, i quali, stando a quanto trapela da via della Scrofa, non sarebbero stati minimamente preavvisati dell’iniziativa. Una “manina” di Fratelli d’Italia, che spinge per una sanatoria dal formidabile appeal elettorale a una settimana dal voto in Campania, ha dunque colto di sorpresa persino i partner di coalizione. Certo è che, dopo un rapido consulto con i capigruppo di Camera e Senato, la premier ha accordato alla controversa operazione il suo pieno benestare, con una punta d’imbarazzo che non è difficile immaginare, considerando le reazioni che ne sono seguite.

Lo scontro politico sulla manovra

È il tema condono, in questo frangente, ad accendere il dibattito politico attorno alla manovra, diventandone il punto più caldo e divisivo. I senatori di Fratelli d'Italia, che hanno depositato l’emendamento, propongono la riapertura dei termini della sanatoria introdotta quasi vent'anni fa, un atto che viene rivendicato dalla destra come “di giustizia” e attaccato dal centrosinistra come una proposta da “voto di scambio”. Tra i migliaia di emendamenti presentati, molti dei quali restano aperti e dibattuti, questo è senza dubbio quello che polarizza maggiormente l’attenzione, oscurandone degli altri, che spaziano dalla cedolare secca sugli affitti brevi alla tassazione sui lingotti d’oro.

La questione territoriale e il timing elettorale

Sebbene la proposta si riferisca a “tutto il territorio nazionale”, è palese a tutti come il suo impatto maggiore si registrerebbe in Campania, regione chiamata alle urne in quei giorni. La tempistica, del resto, non sembra affatto casuale, configurando una mossa il cui potenziale elettorale è difficilmente negabile. La definizione di “trucco del condono elettorale”, coniata da alcuni osservatori, calza a pennello per una operazione che viene annunciata e inserita negli emendamenti a pochi giorni dal voto, per poi poter essere eventualmente abbandonata, una volta passate le elezioni, senza troppi patemi.

Le reazioni e la strategia di Fratelli d'Italia

La spudoratezza della manovra, termine che non appare avventato data la congiuntura, emerge con chiarezza nel giorno dei comizi, quando la propaganda si fa più serrata. Mentre la premier tiene i suoi discorsi, l’emendamento sul condono diventa il fulcro di una strategia comunicativa aggressiva, che costringe gli avversari a uno scontro frontale. Tajani, dal canto suo, prova a frenare le polemiche, cercando di smussare gli angoli più taglienti di una proposta che rischia di lacerare non solo il confronto parlamentare, ma anche gli equilibri interni alla maggioranza, la quale si scopre, suo malgrado, divisa su un tema tanto sensibile.

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