Meloni e il condono campano, imbarazzo e scontro nella maggioranza
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Redazione Interno
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La mossa sul condono edilizio, un emendamento alla manovra che riapre i termini di una sanatoria di quasi vent'anni fa, ha colto di sorpresa gli stessi alleati di governo, i quali, stando a quanto si apprende da fonti ben informate, non sarebbero stati minimamente preavvisati dell'iniziativa. A via della Scrofa, sede della presidenza del Consiglio, si giura che Giorgia Meloni stessa non fosse al corrente della "manina" tesa da alcuni suoi senatori, un'azione che, sebbene ufficialmente estesa a tutto il territorio nazionale, possiede un formidabile appeal elettorale in Campania, regione chiamata alle urne a pochi giorni di distanza. È seguito, ieri mattina, un rapido consulto con i capigruppo di Camera e Senato, al termine del quale la premier ha comunque accordato il suo benestare all'operazione, seppur con una punta d'imbarazzo che non è difficile immaginare in un contesto politico già teso.
Il caos degli emendamenti e la valanga in Aula
Quello sul condono è soltanto il più vistoso e discusso tra i quasi seimila emendamenti presentati per la Manovra 2026, una cifra che di per sé delinea la complessità del lavoro parlamentare in questa fase. Ciò che balza agli occhi, in questa selva di proposte, è il numero di quelle provenienti dalla maggioranza: ben milleseicento, un dato che, da solo, basta a fotografare le tensioni interne e le diverse sensibilità che attraversano l'esecutivo. Mentre si continua a lavorare sul testo, una valanga di modifiche, molte delle quali volutamente provocatorie, genera polemiche accese e rischia di rallentare l'iter legislativo, creando un caos che l'opposizione non manca di sottolineare.
Lo scontro politico si accende sulla sanatoria
È proprio l'emendamento dei senatori di Fratelli d'Italia, che propone di riesumare la sanatoria del 2003, ad aver acceso il dibattito, trasformandolo in uno scontro frontale tra governo e opposizioni. Da una parte la destra lo rivendica come “un atto di giustizia”, necessario per chiudere una volta per tutte annose questioni legate al passato; dall'altra il centrosinistra lo attacca senza mezzi termini, definendolo nientemeno che una proposta da “voto di scambio”, soprattutto alla luce della imminente tornata elettorale in una regione, come la Campania, dove il tema dell'abusivismo edilizio è storicamente sensibile. In mezzo, gli alleati di governo tentano di frenare, come nel caso di Antonio Tajani, cercando di smussare gli angoli più taglienti della controversia.
Gli altri dossier aperti nella manovra
Oltre al caso del condono, che risucchia gran parte dell'attenzione, restano aperti nella manovra altri dossier di rilievo, i quali, sebbene momentaneamente in ombra, sono destinati a tornare al centro del dibattito. Tra questi spiccano le proposte di modifica riguardanti la cedolare secca sugli affitti brevi, un settore in forte espansione ma anche oggetto di forti tensioni sociali nei centri storici, e quelle sulla tassazione dei lingotti d'oro, una questione tecnica che interessa però una fetta di risparmiatori. Sono tutti temi che, insieme, contribuiscono a disegnare il profilo di una legge di bilancio particolarmente corposa e articolata.




