Gaza, Merz spiazza Meloni: "Ora l'iter sulla Palestina"

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Il numero di Paesi che si preparano a riconoscere lo Stato di Palestina continua ad aumentare, in un effetto domino che sta ridefinendo gli equilibri diplomatici. Dopo l’annuncio del Canada, arrivato nella tarda serata di mercoledì, si sono aggiunti quelli del Portogallo e del presidente finlandese, sebbene Helsinki appaia divisa al suo interno. Ma è la Germania, con una mossa inaspettata, ad aver rivolto il monito più netto a Tel Aviv, segnalando un cambiamento di rotta, seppur cauto, rispetto alla tradizionale linea filo-israeliana.

Berlino, travolta dall’ondata innescata da Emmanuel Macron – che ha preannunciato il riconoscimento francese a settembre, durante l’Assemblea generale dell’Onu – ha dovuto ammorbidire la sua posizione, pur senza compiere un passo definitivo. Johann Wadephul, ministro degli Esteri tedesco, ha dichiarato che il riconoscimento è "urgente", anche se "prematuro", prima di partire per una missione delicatissima in Israele e nei Territori. Un viaggio che rappresenta una sfida politica senza precedenti, considerato il peso storico che grava sulla Germania, e che si tradurrà in un ultimatum implicito a Netanyahu: se Tel Aviv non modificherà la sua linea, l’isolamento internazionale rischia di aggravarsi.

Intanto, Giorgia Meloni appare sempre più isolata in Europa, mantenendo un atteggiamento attendista mentre altri governi accelerano. La svolta tedesca, per quanto parziale, segna un punto di non ritorno: se anche Berlino, tradizionalmente allineata con Israele, inizia a perdere pazienza, significa che la pressione diplomatica su Netanyahu sta raggiungendo livelli critici. Il cancelliere Friedrich Merz, con una mossa che ha sorpreso molti, ha spiazzato l’esecutivo italiano, spingendo perché l’Ue avvii un iter formale sul riconoscimento dello Stato palestinese.

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