Crisi Israele-Iran domina il G7 in Canada, Meloni incontra Merz e Starmer
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Redazione Esteri
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La tensione tra Israele e Iran ha travolto l’agenda del vertice del G7, costringendo i leader riuniti a Kananaskis, nella remota provincia canadese dell’Alberta, a ricalibrare le priorità. Sebbene la presidenza canadese tenti di mantenere il programma originario – incentrato su sicurezza globale e transizione energetica –, la minaccia di un’escalation mediorientale impone una risposta coordinata. Tra i protagonisti di questa partita c’è Giorgia Meloni, arrivata in anticipo accompagnata dalla figlia Ginevra, come mostrano le immagini diffuse da Palazzo Chigi.
Prima dell’avvio ufficiale dei lavori, previsto per domani, la premier italiana ha in agenda due incontri bilaterali. Alle 18.30 ora locale (le 2.30 in Italia) affronterà un faccia a faccia con il cancelliere tedesco Friedrich Merz, mentre in serata incrocerà il leader laburista britannico Keir Starmer. Obiettivo dichiarato: spingere per una de-escalation, coordinando la posizione europea con quella degli alleati atlantici. Non sarà semplice, considerando le divergenze emerse nelle ultime ore tra chi, come Washington, invoca sanzioni più dure contro Teheran e chi, tra i paesi Ue, teme un effetto domino sulla stabilità regionale.
Il summit, che celebra i 50 anni del formato nato dopo la crisi petrolifera del ’73, si trova così a dover gestire un’emergenza imprevista. Se da un lato i dossier tradizionali – dalla guerra in Ucraina ai dazi commerciali – restano prioritari, è la spirale di attacchi tra Israele e Iran a monopolizzare i colloqui. Fonti diplomatiche italiane sottolineano come Meloni, insieme a Berlino e Londra, stia lavorando per evitare che la crisi degeneri, cercando al contempo di preservare gli equilibri già messi a dura prova dal conflitto a Gaza




